Gare

Kristoffersen ci ha preso gusto

Su una neve “pastice”, una combinazione di acqua e sale che ha creato un effetto acqua, Henrik Kristoffersen ha ribadito il suo stato di grazia in gigante, ponendosi al comando della prima manche, partita con due ore di ritardo per consentire al sole di cacciare la nebbia. Il norvegese ha un vantaggio di 27/100 su Alexis Pinturault, 32/100 su Leif Kristian Nestvold-Haugen, 41/100 su Marcel Hirscher, 50/100 su Loic Meillard, 52/100 su Zan Kranjec e 67/100 su Windingstad. Sembrano questi sette atleti gli eletti per contendersi la vittoria sulla pista mito di Kranjska Gora, ultimo gigante della stagione prima delle finali di Soldeu, ma con una seconda tiraata lla morte potrebbero dire la loro anche Matts Olsson, ottoavo a +0,74, Cedric Noger (SUI)  a 92/100, Manuel Feller, decimo a +1″00, Ryan Cochran-Siegle undicesimo a +1″02, Matthieu Faivre, dodicesimo a +1″04 e Thomas Fanara, 14esimo a +1″06.
Unica difficoltà tecnica, dove tutti hanno faticato, una porta posta su un dosso e un successivo angolo acuto. Henrik è stato bravo ad aggirarla compiendo un paio di metri in più. Pinturault ha invece sbagliato in pieno e Hirscher ha recuperato la linea con un colpo di genio nel passaggio successivo dove ha rischiato di uscire. Alexis sul finale è stato il migliore, al pari di Kristoffersen e la differenza sta tuta in quel passaggio.
Marcel Hirscher ha sciato bene, errore a parte, ma si sa che su questa neve così sorda non riesce a scaricare tutti i suoi cavalli. Ama i terreni insipidi, mentre qui gli organizzatori hanno dovuto versare sulla pista quintali di sale, che ha comunque garantito un fondo non male e che ha tenuto bene per tanti atleti. Lo dimostrano i distacchi ridotti dei primi 10. Dove non compaiono Azzurri. Luca De Aliprandini ne ha combinate di tutti i colori, ma a parte gli errori, gravissimo quello sul dosso e la sdraiata dopo altre 8 porte, ha dimostrato di aver perduto il senso tecnico della curva. Ma il talento c’è e si riprenderà. ha solo bisogno di ritrovare la consapevolezza di essere bravo e di trovare un po’ di serenità. La sua stagione è iniziata male e a parte qualche acuto in un paio di manche, è finita altrettanto male. 4″50 il suo ritardo al traguardo. Meglio Manni Moelgg ma ha beccato 1″73 e con i distacchi così limitati, il suo tempo non lascia la possibilità di sorridere. E’ ventiduesimo e sarà l’unico italiano che ci rappresenterà nella seconda manche. Ricordiamo che non ci sarà Riccardo Tonetti, forse l’Azzurro più forte in gigante, a causa di un incidente che lo ha costretto a concludere dieci giorni fa la sua stagione. Nessun acuto anche dalle nostre seconde (o terze) linee: Andrea Ballerini +2″45, Giovanni Giulio Bosca +3″27, Simon Maurberger +3″34, dunque tutti fuori dai 30

Detto questo è davvero un peccato che una pista così bella venga collocata nel calendario a marzo, quando il ghiaccio non potrà mai esserci e il sale è ‘unica soluzione per garantire il via. La gara la porti a casa ma lo spettacolo se ne va a farsi benedire.

 

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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