Gare

Kristoffersen & Windingstad

La medaglia d’oro conquistata ad Åre ha cambiato la vita in gigante di Henrik Kristoffersen. Dopo la seguente vittoria a Bansko è arrivata anche la seconda vittoria in Coppa tra le porte larghe in quel di Kranjska Gora. Non la solita Podkoren, ghiacciata e terribile, ma salata, soffice, acquosa. Ma la pista ha tenuto e questo spiega lo scarto minimo nei ritardi. Marcel Hirscher, secondo? Questa volta no! Il Re è crollato. E’ umano anche lui. Alexis Pinturault allora? Nemmeno, crollato anche lui. Ecco che allora il podio di Kranjska Gora si colora di nomi nuovi: secondo posto il compagno di squadra di Henrik, Rasmus  Windingstad e terzo l’elvetico Marco Odermatt. Che spettacolo di podio!
Una seconda manche bellissima e sempre incerta fino alle ultime porte. Ci hanno provato in tanti a salire sul podio e tutto si è risolto nelle ultime dieci porte. In zona Italia tanta tristezza. Si era qualificato soltanto Manfred Moelgg ma per il rotto della cuffia. Nella seconda ha ulteriormente peggiorato la sua posizione concludendo al 24esimo posto.

Il belga Sam Maes, 21 anni, 12 esimo nel gigante di Kranjska Gora

Almeno in questa gara è stato più forte il Belgio. Già perché c’è un ragazzino di 21 anni, tale Sam Maes, ha dato dimostrazione di come un giovanotto deve porsi in una gara di Coppa. Senza freni, senza difesa, senza alcuna remora. Si era qualificato col 23esimo miglior tempo, partendo con il 35, ha concluso 12esimo (11 posizioni recuperate)Ci è voluta l’esemplare seconda manche di Marco Odermatt per toglierlo dal leader corner dove è rimasto per ben 7 discese. Già Odermatt altro giovane già maturo per il Grande Sci, baby fenomeno di una squadra elvetica che oggi ha sfornato un altro ragazzino, Cedric Noger, finito quarto, alle spalle del compagno di squadra per 3 decimi. Marco non era riuscito a incidere nella prima manche, ma la sua seconda sarebbe da prendere da esempio per capire come si deve sciare oggi tra le porte larghe. Non è uno stile proprio, ma una scuola, perché un po’ tutti gli elvetici sciano in quel modo. Poi la classe e gli episodi fanno la differenza.
Odermatt è stato nel leader corner quanto Maes (12 posizioni risalite), poi è arrivato il norvegese Rasmus Windingstad, che non è di primissimo pelo dall’alto dei suoi 26 ani, ma che scia anche lui con la tecnica moderna. Lpha affinata anche nelle gare di Coppa Europa che ha frequentato per tenere bassi i punti Fis. Quest’anno è uscito dall’anonimato a Bansko, settimana scorsa, finendo 7° sia in gigante che in Combinata. Poi poche cose di rilievo.  Dopo la sua discesa sono crollati tutti sotto i suoi occhi, prima Kranjec, poi Meillard, quindi Hirscher che ha ceduto sul finale e per concludere Nestvold-Haugen  che come spesso capita è un fenomeno nella prima manche e un disastro nella seconda. E’ uscito a che questa volta!
Quando le gare hanno un epilogo del genere è la vittoria dello sci!

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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