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La Saslong è ancora di Aleksander Aamodt Kilde

La Saslong, pista di discesa della Val Gardena, è ancora di Aleksander Aamodt Kilde. Il norvegese ha avuto la meglio sulla sorpresa di giornata, l’americano Ryan Siegle-Cochran, figlio d’arte. Primo ieri, primo oggi con una dimostrazione di superiorità sorretta dal punto di vista tecnico ma anche mentale. Tutti gli altri big sono sembrati un po’ succubi dello strapotere del norvegese.

Beat Feuz , terzo a mezzo secondo, ha dato tutto, come sempre, ma con un Aleksander così, c’è ben poco da fare. Il detentore della Coppa generale affronta gli schuss e le curve a oltre cento all’ora con la stessa mentalità di Sofia Goggia. Infatti anche lui ne commette di tutti i colori, ma ha una tale forza che recupera sempre la linea. Anche quando sembra che debba finire al di là delle reti.

L’americano, figlio di Barbara, ha sfruttato al massimo le qualità dei suoi sci, ma poi non ha sbagliato niente. La differenza di 22 centesimi è del tutto casuale. È il suo primo podio in carriera ma sicuramente non l’ultimo se continuerà a sciare in questo modo.

Avrebbe voluto far festa grande con il compagno di squadra Bryce Bennet che per soli 8 centesimi ha concluso la sua bellissima performance al quarto posto, in compagnia di Kjetil Jansrud, allo stesso modo autore della solita discesa di grande classe.

In campo Azzurro ancora non ci siamo. Il 15esimo posto di Paris non è una tragedia ma un segnale. Il gigante della Val d’Ultimo non è ancora pronto per sciare secondo i suoi standard. Lo capiamo e deve essere lasciato in pace.

Molto lontano Christof Innerhofer che probabilmente sperava di trovarsi su un livello superiore. Oggi appena dentro ai top trenta con +2″14. Emanuele Buzzi e Matteo Marsaglia navigano nella zona fuori punti di poco, ma anche loro sembrano distanti dal livello dei top palyer. Cazzaniga sperava che la Fis non si accorgesse, invece se non sei nei top 150 al mondo no puoi correre. E lui ora è 155esimo, quindi niente gara! La saslong è ancora

 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.