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La sfida di Benny

Eh no, Miss Benny non ci sta. Se qualcuno pensava che tanto fa niente, che insomma i risultati erano quelli, che tanto è una cittadina, avrà altri interessi e si consolerà presto, si sbagliava di grosso. Miss Cumani non molla e ha tutta l’intenzione di sfoderare le sue unghiette affilate per riprendersi il posto. Con il suo sorriso glamour e i suoi occhi azzurri fa stragi di cuori infranti ma per il momento ama soprattutto lo sci e non ha proprio digerito di essere stata esclusa quest’anno da Pianeta Giovani dopo una sola stagione di permanenza, nell’inverno 2008/09.  Insieme alla mamma Elisabetta («Ma guidavo io. E la mamma era contenta perché non vedeva l’Abetone da quando ci avevo vinto da Allieva») se n’è andata sola soletta per partecipare alla seconda tappa del Circuito Istituzionale femminile in programma nella località toscana che prevedeva un gigante e uno slalom (annullato per il maltempo) e ha fatto centro, ha vinto alla grande con una prima manche  da urlo mettendosi dietro un bel po’ di ragazze che in Pianeta Giovani ci sono ma questa volta hanno assaggiato la legge del campo di gara: chi è in Nazionale non è più forte di chi non c’è per grazia dello spirito santo; e chi non c’è non è detto che non meriti di esserci. Appunto: Benny Cumani vuole esserci ancora e la vittoria in gigante dell’Abetone è stata un bel segnale oltre che, ovviamente, una grande soddisfazione personale: «Sì, una prova d’orgoglio – dice Benny – per dimostrare a tutti ma soprattutto a me stessa quello che valgo».

Sulla pista dell’Abetone «che non era dritta come quella di Racines ma bisognava sciarla molto», Benny ha ridato una lucidata al sua bagaglio tecnico e ha fatto il vuoto come forse nessuno si aspettava e come forse qualcuno non si augurava. Con l’amaro in bocca da sciacquare con risultati come quello dell’Abetone, Benedetta Cumani, una vita avanti e indietro tra la città e la neve con piglio da stakanovista per inseguire un sogno, racconta: «Secondo me non ero andata poi così male l’inverno scorso. È vero che all’inizio ero partita così così anche perché l’impatto con la Nazionale si sente e un po’ di tensione c’è. Ai Mondiali Juniores ero uscita in super G ma in discesa ero stata la terza italiana dopo Marsaglia e Brignone.

Poi avevo vinto un gigante, agli Assoluti ero stata terza delle Giovani e nell ultime gare di Pila avevo fatto due secondi posti. Non ho più saputo niente. Nessuna comunicazione. Ero all’ultimo anno Giovani, fuori dalle prime cinque nella classifica del Circuito, ero fuori ma almeno qualcuno avrebbe potuto dirmelo e spiegarmi. Poi ho finito la Scuola, ho preso la mia maturità scientifica con un 70 direi mica male e ho preso il coraggio a due mani per telefonare direttamente a Michael Mair e chiedergli spiegazioni. Mi ha detto di stare tranquilla, di allenarmi, che le porte sono ancora aperte». Almeno quello. Ed è quello che Benny ha fatto e vuole fare. Si è iscritta per inerzia all’Università ma nella sua testolina bionda è lo sci che occupa ancora lo spazio maggiore. In estate si è allenata con i maschi della squadra Giovani dello Sci Club Sansicario, è stata in Cile per una ventina di giorni  «tra El Colorado e La Parva» insieme a Sabrina Fanchini e,  soprattutto, ha deciso che la sua storia con la Nazionale non deve finire così, che deve esserci almeno una prova d’appello, una carta che merita di essere giocata. Ad inizio stagione in un gigante Fis in  Val Thorens è arrivata terza assoluta.

Era un assaggio. A Racines, nella prima tappa del Circuito Giovani 2009/10 è stata 14^ in gigante su una pista che non digeriva.  All’Abetone è stata veramente grande, Miss Benny. Anche Lisa Agerer era dietro di lei dopo quella prima manche fantastica con la quale ha dato più di un secondo al resto del mondo. «Mi sono incazzata proprio»: si era capito. All’Abetone non c’era nessuno con lei oltre alla sua mamma che ha fatto la taxista di sua figlia per tutta la vita da quando le ha messo i suoi primi sciettini a Bardonecchia; ha trovato per caso alla partenza Devid Salvadori del Rongai Pisogne che le ha detto: «Vai tranquilla, Benny». Ma altro che tranquilla: su quella pista, Benny è diventata una splendida belvetta affamata di rivincita. 

Dopo la Fis dell’Abetone Benedetta ha ottenuto un ottimo terzo posto nel superG Fis di Pila il 22 gennaio, posizione ribadita in gigante a Les menuires il 13 febbraio, mentr in quello del giorno dopo ha scalato di una posizione. Decima, invece, in slalom agli italiani Juniores disputati a Roccaraso sotto la pioggia!


CARTA D’IDENTITA’
Benedetta Cumani detta «Benny» è nata a Torino il 18 agosto 1989, figlia del dottor Paolo, medico dentista e di mamma Elisabetta che l’ha messa sugli sci a tre anni sulle nevi di Bardonecchia. È rimasta con lo SC Bardonecchia fino a livello Cuccioli per poi passare allo Sci Club Sansicario con gli allenatori Alessandro Colturi, Andrea Marsaglia e, da Aspirante, con Marco Marchisio. Nel 2009 si è licenziata al Liceo Europeo Mazzantini  che si trova  a un tiro di schioppo dall’abitazione nel centro di Torino.  Molto più lontana la neve, se non ci fosse «la taxista ufficiale che è mia mamma. Spesso mi porta, dorme con me a Sansicario e riparte al mattino alle quattro», diceva quando ancora non aveva la patente. Il primo titolo italiano arriva nella categoria Ragazzi in gigante nel 2001. Nel 2004 spopola ai Campionati Allievi al Cimone  con due titoli (slalom e gigante). Nei due anni Aspiranti si deve accontentare di due terzi posti agli Italiani, sempre in gigante, nel 2005 al Cimone, nel 2006 in Val di Fassa. Nel 2007/08 ha concluso all’8° posto  della graduatoria del Circuito Giovani ed è stata inserita nella prima squadra ufficiale di Pianeta Giovani ratiopharm da dove, a fine della stagione scorsa (ancora 8a nella calssifica del Circuito) è stata esclusa. 

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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