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La Tigre Azzurra, oro in superG: «È qualcosa di incredibile!»

Federica Brignone oro olimpico nel SuperG, le sue prime parole: «È qualcosa di incredibile! Io ho pensato solo a sciare, ho cercato di fare il mio massimo. Ho detto: è una gara secca, spacca, provo a fare tutto. Ma non pensavo di poter vincere l’oro. Sinceramente».

Federica Brignone è ancora travolta dall’emozione quando parla. L’oro olimpico nel SuperG è suo, conquistato con una prova magistrale chiusa in 1:23.41, ma nelle sue parole c’è soprattutto stupore. «Pensare di essere di nuovo in gara era già un sogno. Campionessa olimpica? Non me lo sarei mai aspettato. Neanch’io, mai nella vita proprio. È veramente qualcosa di speciale».

Speciale come la sua sciata. Una gara costruita con intelligenza e coraggio, attaccando nella parte più tecnica del tracciato, facendo la differenza nei settori centrali, domando i passaggi più delicati con linee pulite e decisione. Nessun errore, nessuna esitazione. Solo qualità pura. Dietro di lei Romane Miradoli a +0.41, Cornelia Hütter a +0.52. Distacchi importanti, che raccontano la solidità di una prova olimpica perfetta.

Eppure, alla vigilia, Brignone non si sentiva la favorita. «Mi valutavo un’outsider. Ero veramente tranquilla. Ho cercato di dirmi: se non viene il risultato, va bene lo stesso».
Una serenità nuova, figlia di una carriera già straordinaria. «L’anno scorso ho detto che non mi mancava l’oro olimpico. Avevo già fatto tutto nella mia carriera. Forse ce l’ho fatta oggi proprio perché non mi mancava. Sapevo di aver già dato il massimo. Questo era solo un “di più”».
E invece quel “di più” oggi vale tutto. Vale il completamento di un percorso incredibile. Vale la consacrazione definitiva della sciatrice italiana più vincente di sempre. «È veramente qualcosa di speciale», ripete ancora, quasi per convincersi che sia vero.

Sì, è vero. Federica Brignone è campionessa olimpica. E adesso nella sua leggenda c’è anche l’oro

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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