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La Tigre Azzurra, tra sorrisi e lacrime di gioia: “Bene ma non mi accontento!”

Federica Brignone nel dopo gara, il gigante di Kronplatz che segna il suo rientro in gara. Duecentonovantadue giorni dopo l’infortunio. Non per partecipare. Per misurarsi. Nove mesi duri, lunghi, nuovi. «Tostissimi», dice lei. E orgogliosi. Perché tornare qui, adesso, significava esporsi senza rete. Senza sapere davvero dove fosse il limite, né quanto margine restasse. «Oggi era tutto nuovo. Un test. Anche tenere la tensione per tante ore, con tutte le attenzioni. Di solito arrivi a una gara sapendo dove sei. Oggi no».

Una giornata che vale più del risultato. «Sono contenta di aver gareggiato oggi. Aspettare i Giochi sarebbe stato forse troppo». Scelta chiara. Scelta da atleta.

La prima manche racconta ancora prudenza. «Ero un po’ bloccata. Tre curve bene, poi mi fermo. È la fiducia che manca, quella che si costruisce con l’allenamento». Mancano passaggi, manca condizione. L’Erta non regala nulla. «Per me è stato un ottimo test. Anche per la testa».

Adesso si va avanti. Cortina d’Ampezzo, la velocità, gli sci lunghi. «Voglio capire come sto. Il programma lo definiremo giorno per giorno». Crans-Montana resta un’ipotesi. Pista esigente, come il percorso che ha davanti. «Mi manca la fiducia nel tenere giù il piede nei momenti difficili. Da qui ai Giochi farò ciò che mi permette di fare più passi avanti».

Il bilancio è netto. Ripartenza. «Sto già pensando a come andare più veloce. Oggi era rompere il ghiaccio. Non mi accontento».
E quasi sorprende un dettaglio. «Con tutta l’adrenalina e l’emozione, il dolore è stato meno del solito. Sono quasi riuscita a partire bene dal cancelletto».

La neve era buona. Il resto, adesso, si costruisce. Passo dopo passo.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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