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DH Cortina 1, le dichiarazioni delle Azzurre

Sofia Goggia sorride e incassa i complimenti dei tanti tifosi che sin dalla prima giornata hanno assiepato le tribune del parterre di Cortina. Alla fine la finanziera bergamasca racconta la sua giornata di gloria. “L’importante è andare forte e l’ho fatto – racconta -, ho commesso qualche peccatuccio qua e là, ma era abbastanza difficile, visibilità scarsa, sbattevano un po’ gli sci. Nella prima parte non sono stata fluidissima sugli sci, dalla zona centrale in poi mi sono sistemata e da qui in poi ho fatto la differenza rispetto alle altre, ho cercato di spingere nonostante abbia ancora qualche margine di miglioramento. La battaglia sportiva è solo cominciata e riprenderà sin da sabato, quando Vonn non sbaglierà sicuramente così tanto come ha fatto oggi, ma anch’io posso limare qualcosa. Oggi mi rimane la soddisfazione di indossare per la prima volta in carriera un pettorale rosso di leader di specialità e farlo sulla pista di casa è un sogno. Mi godo il successo ma c’è ancora tanto da fare”.

Federica Brignone è uscita invece di scena dopo due porte e pochi secondi di gara. “E’ come se avessi trovato una buccia di banana – dice sorridendo la valdostana -, ho affrontato quella curva come gli altri giorni, penso di avere mollato lo spigolo troppo presto, al dosso avrei dovuto tenere gli sci un po’ di più perchè la linea era giusta. Mi sono sentita abbastanza uguale come velocità, forse la neve è più veloce e speravo fosse più coperto perchè mi trovo meglio. Pensavo di ottenere un buon risultato, abbiamo altre due possibilità in questo fine settimana per fare bene”.

Nadia Fanchini ha chiuso diciassettesima: “Mi sono praticamente fermata quando ho inforcato con il braccio destro (quello operato per due volte nell’ultimo anno, ndr) in una porta a destra che mi ha fatto perdere tantissimo tempo. Nella parte centrale ho fatto buoni tempi, ma quando commetti errori come questi non puoi certo ottenere grandi piazzamenti”.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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