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Le dichiarazioni post combinata: la delusione di Vinatzer, i rimpianti di Sala

La combinata maschile si è chiusa con l’Italia fuori dal podio per pochi centesimi e con due stati d’animo diversi, ma ugualmente pesanti, affidati alle parole di Alex Vinatzer e Tommaso Sala dopo lo slalom.

Le parole di Vinni raccontano senza filtri la delusione per una gara che poteva cambiare volto all’Italia.

“È ovviamente molto deludente. Partivo per ultimo e non è una posizione che sono proprio abituato a gestire. Non devo smettere di provarci, però ero veramente teso e nervoso, più del solito. È diverso rispetto a quando sei solo in partenza, perché sapere che c’è un compagno di squadra che ti aspetta cambia tutto.”
“Sicuramente non volevo sbagliare. L’approccio forse è stato un po’ troppo cauto: nel primo pezzo ci stava tenere un po’, nel secondo credo di non aver fatto male. Mi ha dato fastidio il terzo settore, perché mentre scendevo pensavo di aver seguito l’idea che ci eravamo detti per radio, cercando di sciare fluido.”
““Rivedendo la manche, però, ero sempre un po’ troppo rotondo. Potevo limare qualche porta qui e là e in quello split togliere due decimi e mezzo. La vittoria era difficile, ma per andare a podio e regalare la medaglia era fattibilissimo. Purtroppo così, sia io che Tommy, siamo 10–20 centesimi fuori dal podio.” “Su questo pendio ci sarà anche lo slalom vero: cercherò di non fare gli stessi errori.”

Parole altrettanto dirette quelle di Tommaso Sala, che fotografa una manche segnata dai dettagli.

“Questa pista la conosco, perché comunque sono di casa, anche se in realtà mi sono allenato poco qui. In partenza ero molto contento di essere a un evento del genere.”
“Mi brucia tanto, perché per 13 centesimi non siamo all’argento. Mi è dispiaciuto soprattutto per il primo settore: non sono riuscito a creare velocità, la neve era abbastanza aggressiva e non riuscivo a far correre lo sci. Me ne sono accorto subito dalla terza porta.”
“Ho cercato di imporre il mio ritmo e infatti dalla decima-quindicesima porta fino al traguardo secondo me ho fatto un’ottima run. Però su una pista con parecchio piano, per 13 centesimi non ce l’abbiamo fatta.”
“Dominik mi ha abbracciato e consolato. Era contento perché ci abbiamo provato veramente tanto. Nessun rimpianto da parte di entrambi. Io sono contento e onorato di aver preso parte a questa competizione con lui, quindi lo ringrazio molto.”

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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