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Le lacrime del Razzo sono una lezione di sport!

Le lacrime del Razzo sono una lezione di sport!
Giuliano Razzoli si avvicina al microfono di Ettore Giovannelli che lo rincuora: “Razzo non devi nascondere le lacrime“. E il Razzo, anche a volerlo, non ci riesce e parla per qualche minuto con quel groppo in gola che strozza il respiro e ti tappa il naso. E quello che dirà dovrebbe essere fatto ascoltare o leggere ai ragazzini che si apprestano a vivere una carriera agonistica.

È stato bello provarci, ci sono finito a 26 centesimi. Vicino ma non abbastanza. Ci credevo, sapevo di poterlo fare, ma sono stati più bravi i primi. Ho fatto una bella manche, c’è poco da raccontare. Forse la medaglia me la sono giocata nel primo tratto. Ho perso un appoggio in una curva e lì credo di aver perso quei tre decimi, perché poi c’era da fare velocità e non l’ho fatta, proseguendo le successiva 4, 5 porte un po’ in ritardo. Poi ho sciato bene fino al traguardo, tirando e rischiando senza sbagliare. Ma quell’appoggio lì lo pago carissimo.

È stato bello essere qui, ci credevo, era un sogno finire con una medaglia olimpica. Un po’ di tristezza c’è, però non dovrei neanche essere triste, perché alla fin fine ho fatto una bella gara, ho sciato forte. Poi, certo, guardo la classifica e quei due decimi bruciano tantissimo e fanno male. Mi sarebbe proprio piaciuto finire la mia avventura olimpica con una medaglia.

E forse me lo sarei anche meritato. Però lo sport è questo.

Ti insegna a credere nei sogni, a crederci fino in fondo , a tenere duro anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Io ci ho creduto e adesso un po’ fa male perché ci sono andato davvero molto vicino, ma devo essere fiero del lavoro che ho fatto e di come ho sciato per tutta la stagione. 

Devo ringraziare tantissimo tutti i miei amici, i miei fan, lo staff della squadra e quello che mi ha seguito a casa. Mi hanno dato tutti sempre tanto appoggio e molta fiducia. Ho sentito una forza particolare oggi. Sapevo che sarebbe stata la mia ultima Olimpiade. Ci tenevo tanto e sono felice di aver dato il meglio. L’Italia era con me e l’ho sentito. Penso di avere regalato delle emozioni come ho sempre cercato di fare. La medaglia non è arrivata, ma così è lo sport e bisogna accettare quando gli hanno vanno più forte”. Giuliano Razzoli con le

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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