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L’IPC caccia gli italiani e gli austriaci ma dà il via alle finali

L’IPC, International Paralimpic Committee alle finali del Para snowboard ad Hafjel, Norvegia caccia gli italiani e gli austriaci ma dà il via alle finali. Così è. Domani inizierà l’atto conclusivo e Jacopo Luchini che è in testa alla Coppa del Mondo, la perderà sicuramente.

Il fatto curioso è che oggi hanno superato la frontiera, rispondendo alle normali domande in dogana e li hanno fatti passare. Poi in riunione di giuria il comitato legge la lettera ricevuta dal ministero della sanità Norvegese. Chi è appena entrato nel paese o torna subito indietro oppure si ferma 14 giorni in quarantena. Questo per atleti di Cina, Iran, Sud Corea, Nord e Centro Italia e Tirolo.

Nessuno mette in dubbio le regole del paese. Quello che ci sembra davvero incredibile è che l’IPC (come fosse la FIS) a questo punto non abbia deciso di annullare le finali. Cosa che invece ha già dichiarato il parpabob che però non fa capo all’IPC.

La stessa cosa accadrà la settimana prossima a Giacomo Bertagnoli e alla sua guida Andrea Ravelli che sono in testa alla Coppa del Mondo ma dopo le gare delle finali la perderanno.

C’è anche un controsenso. A Narvik,  nostri Azzurrini impegnati ai Mondiali Jr di sci alpino sono ancora lì e al momento non gli è stato detto di tornarsene a casa. Ma quello che è successo a Lillehammer fa supporre che potrebbe accadere.

Di seguito pubblichiamo la cronistoria scritta dal coach del Parasnowboard.

Purtroppo la nostra stagione finisce inaspettatamente il giorno prima delle finali di coppa del
Mondo in Norvegia. Dopo aver incassato l’annullamento dei voli e aver deciso di affrontare 2500 km in furgone, appena entrati in stanza dell’hotel stanchi morti, ci è stato comunicato che non avremmo potuto partecipare alle gare (come noi l’Austria) e che avremmo dovuto scegliere se rientrare in Italia o rimanere in quarantena in Norvegia.

Gettiamo così la concreta possibilità di vincere le coppe del mondo con Jacopo che attualmente è in testa sia nel Banked Slalom che nella Generale e al terzo posto nello Snowboardcross a 3 gare dalla fine.

Siamo partiti per prendere 3 coppe di cristallo ed invece torniamo con le valigie da disfare e una grande delusione. Abbiamo capito che la nostra patria sta soffrendo e vogliamo rientrare anche se sappiamo di non poter far nulla.

Il nostro “lavoro” che è prima di tutto una passione, è quello di tenere alto il nome dell’Italia nel mondo attraverso lo snowboard. Non sarebbe servito a nulla ma volevamo vincere per noi, per il tricolore e per voi.

Non ci è stato nemmeno permesso di provarci. Ci tengo a precisare che nessuno ci ha discriminato (fin ora) a partire dai locali che abbiamo frequentato per rifocillarvi nel viaggio (sempre mostrando orgogliosamente il tricolore della divisa) l’hotel di arrivo, IPC e tanto meno le altre nazionali che hanno mostrato solidarietà e dispiacere nell’apprendere ciò che stava accadendo.

Voglio ringraziare FISIP che ci ha sostenuto e supportato in tutto. Questa volta non abbiamo vinto, ma non abbiamo nemmeno perso! Chi vincerà la coppa se la goda perché adesso l’Italia farà il culo al Virus, e l’anno prossimo si riprenderà ciò che le aspettava!

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.