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L’ira di Magoni che va in Lettonia

Parole di fuoco, senza peli sulla lingua, come d’altra parte si è sempre comportato: la verità per la verità, senza giri di parole, situazione che Livio Magoni non ha però riscontrato da parte di mamma Fisi. Dopo due anni di lavoro, ai primi di aprile il Cittì Rinaldi gli comunicò che il suo rapporto con la federazione poteva ritenersi concluso. Perché? "Perché parlo troppo con i giornalisti" si legge in un passaggio della lettera – "dopo che, al termine dei Mondiali, mi avevano considerato intoccabile". Livio spiega che, dopo gli scarsi risultati ottenuti a Vail, aveva esplicitamente chiesto riguardo la sua riconferma, anche per potersi eventualmente guardae in giro. Nonostante le raccomandazioni di stare tranquillo perchè da lì non si sarebbe mosso "Rinaldi mi ha chiamato il 2 aprile pregandomi di resituire la macchina entro il 4".

Magoni è dispiaciuto anche perché con il prossimo anno sentiva che avrebbe potuto ottenere, con alcune ragazze, risultati di prestigio. Consierando il periodo avanzato, a Livio non sono rimaste tante squadre cui prestare servizio come allenatore ed ha scelto quella con un progetto più serio e "ricco" anche dal punto di vista delle aspettative, la Lettonia, ricca di giovani interessanti, attualmente interpreti in Coppa Europa

Di seguito la lettera integrale di Livio Magoni

E’ inutile dirvi che ci sono rimasto male, molto male, dalla situazione e soprattutto dal sistema fisi a partire dal comportamento del presidente e del direttore sportivo Rinaldi(se cosi’ si puo’ chiamare).
Ho dato tutto quello che avevo per la Fisi e la mia squadra cercando anche nei momenti peggiori di lavorare e crederci sempre.
Sono state tante le motivazioni sentite dal 2 di aprile a oggi e sono stato in silenzio divertendomi ad ascoltare le varie cordate: conflitto comportamentale con certe ragazze…..troppo stressante nei confronti delle atlete nella ricerca del risultato….troppi paragoni con l’atleta allenata precedentemente……costavo troppo e per via del budget hanno preso la palla al balzo …….dovevano sistemare Rulfi che e’ uomo fisi da sempre e soprattutto va a braccetto con Ghezze che non e’ mai stato contento di rapportarsi con me cosi’ facendo prendevano 2 piccioni con 1 fava…..  e su tutte queste non commento e accetto perché ognuno puo’ aver le sue idee e chi e’ al comando puo’ decidere come meglio gli pare e come meglio per l’azienda. Ma la motivazione che mi ha sorpreso di piu’ e’ stata quella del Signor Rinaldi ”licenziato perché avevo troppi contatti con i giornalisti”…..forse la Fisi vuole tenere tutto dentro il palazzo o avere il potere come certi regimi??? Forse voleva parare il colpo per dire che il licenziamento ,come tutte le altre decisioni di una certa importanza e non certo quelle di poco conto, sono prese dal presidente e lui deve solo firmare ???

Comunque io mi sono fidato della Fisi e di quello che mi avevano detto ai mondiali pessimi e dove io tranquillamente e onestamente avevo chiesto al presidente e al DS cosa avevano intenzione di fare nei miei confronti visto i risultati e che poi si apriva come sempre il mercato delle nazioni ”tu sei intoccabile dopo il lavoro che hai fatto” e cosi’ talmente intoccabile che al 2 di aprile dopo l’ultimo allenamento test materiali organizzato a Pozza, la sera appena arrivato a casa all’ora di cena, mi e’ arrivata la telefonata di Rinaldi con la comunicazione del licenziamento….

tardi troppo tardi per certe squadre e certi posti, non tardi per la Fisi nel chiedermi la restituzione della macchina e della attrezzatura al 4 di aprile, 2 giorni dopo….motivazione ne avevano bisogno….senza contare che avevo il contratto ancora in essere e in piu’ stipendi un po’ arretrati…..

Questo e’ quanto per chiudere il capitolo FISI.

Comunque ringrazio Plancker che dopola coppa con Tina mi ha proposto l’Italia e ho cosi’ potuto allenare la mia nazione per 2 anni con tanta passione e  avverare un sogno immenso che avevo nel cassetto, dopo la brutta e falsa storia di 10 anni  prima dove in Italia sono stato cacciato ingiustamente e senza colpe dovendo cosi’ iniziare a vagare per nazioni straniere. Ringrazio tutto il mio staff e i miei skiman per il lavoro impagabile fatto, e’ stato bello avere delle soddisfazioni vere in pista insieme sapendo cosa c’era dietro. Peccato perché con 2 atlete Federica e Marta avrei voluto provare a fare quello fatto con Tina vincere la generale  (e i frutti iniziavano a vedersi con Federica vincente in gs, in slalom nelle 25,sc nelle 15 e in sg lo avete visto anche voi)….ma in Fisi non hanno in testa questi programmi ma solo le vittorie singole………

In questi mesi ho pensato tanto, e piu’ penso e piu’ non capisco la decisione presa…..intanto ho dovuto anche pensare a cosa fare nel futuro perché con la famiglia non si scherza, ho pensato di ritornare a fare il mio primo lavoro , il batterista nelle orchestre e band o continuare. Sono stato li’ vicino per mollare tutto.

Ho ricevuto tante telefonate da tantissimi atleti singoli di vari comitati, sci club,gruppi militari , infortunati o delusi come me dalla federazioni per vari motivi, anche atleti stranieri e anche master e cosi’ la piu’ bella cosa che mi sono detto che forse in questo sport serve fare un centro d’allenamento professionale con allenatori di livello, skiman, fisioterapisti ect, struttura con una base in ghiacciaio per l’estate, con una base d’inverno , piste preparate , palestre per l’atletica ect, insomma un centro dove tutti gli atleti bisognosi trovino professionalita’ e passione per rimetterli in pista .

Il problema anche in questo caso e’ che era troppo tardi organizzativamente ma anche economicamente ma questo sara’ il mio futuro sogno da realizzare.

Alla fine dopo non pochi dubbi e riflessioni ( le richieste ci son state da nazioni di secondo livello Polonia, Spagna, Slovenja, Cechia,Slovachia) ho deciso di firmare per la squadra che piu’ ha programma e budget ma soprattutto mi alletta di piu’ che e’ la LETTONIA . Atleti non di spessore(livello di coppa europa italiana) ma con una federazione che ha un bel programma dove si puo’ fare una bella esperienza sportiva e di vita.

Io vi ringrazio tantissimo per tutto il supporto che mi avete dato e avete dato alla mia squadra con i vostri servizi  e articoli e spero di riincontrarvi ancora in pista o altro. Vi auguro tutto il meglio che posso .

Mi dispiace che Rinaldi in prima persona ma penso anche la federazione ”come mi diceva sempre Rinaldi: sai che devo sempre sentire Flavio per l’ultima decisione”…..non la pensino nel mio stesso modo ma penso che questo sport povero abbia bisogno di tantissima pubblicita’ e piu’ se ne parla e meglio e’.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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