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Lo slalom di Zagabria finisce col numero 19. La pista non ha retto

Lo slalom di Zagabria finisce col numero 19. La pista non ha retto.
Niente da fare, la gare parte ma si interrompe prima della discesa del nostro Manfed Moelgg, pettorale numero 20. Un passaggio verso la fine cede. La neve morta salta fuori eliminando quella nuova caduta nella notte, che ha fatto solo danni. Si è rotta la crosta e ciao.

La gara era stata interrotta per 12 minuti già prima della discesa dello svedese Jakobsen. Poi è ripresa ma con un’interruzione a ogni partenza. Con la discesa dell’idolo locale Filip Zubcic, al traguardo con un ritardo di 4″93, la giuria aveva deciso di proseguire ancora. Così Gstrein chiude a 2″82,  Aerni a +3″22, Hadalin + 3″36. Poi, finalmente, prima della discesa di Manfred Moelgg, a più di un’ora dal via con la discesa di soli 19 atleti, è arrivata la resa definitiva.

Per la verità, prima di giungere a questa inevitabile decisione si sono attesi ancora tanti minuti.  Nulla si poteva fare perché il terreno potesse dare garanzie di tenuta. Una situazione davvero imbarazzante per tutti. Probabilmente anche per gli stessi sponsor per i quali, probabilmente, il comitato organizzatore ha provato fino all’ultimo di onorare l’impegno.

Uno dei motivi però sta pian piano venendo fuori:

la gara non era assicurata per l’annullamento, dunque il danno economico per la federsci croata è di grande entità.

Su questo argomento, e per la verità su nulla, la Fis ha voluto rilasciare dichiarazioni.

E gli atleti? Tutti in coro a dire che loro devo essere sempre ponti a partire se la giuria ritiene che si possa correre. Lo spettacolom offerto dalla gara era comunque sotto gli occhi di tutti!

Al comando si era collocato il norvegese Sebastian Foss-Solevaag, non a caso pettorale numero 1. Alle sue spalle Ramon Zenhaueusern col 3 a + 0,49, seguito da Clement Noel a +0,58. Quindi il nostro Alex Vinatzer, l’ultimo a rimanere sotto al secondo di ritardo: +0,84.

Ma sia per il francese che per Alex la pista era già bucata rispetto a quanto ha trovato Sebastian. Infatti la loro sciata che punta dritto sul palo non ha avuto buon gioco. E spesso entrambi si sono trovati a girare un po’ sotto al palo.

Ritardi enormi per altri big. Come Henrik Kristoffersen a +2”89 o Dave Ryding a +3”08. Chissà quale sarebbe stato il tempo del trentesimo qualificato per la seconda.

Per la cronaca, mentre Manuel Feller non ha superato il traguardo e così pure Victor Muffat-Jeandet (portato via in auto e pare con conseguenze fisiche), abbastanza bene era andata ad Alexis Pinturault, quinto a +1”49, 25 centesimi più veloce di Loic Meillard e +34/100 su Daniel Yule. Più indietro il vincitore dell’anno scorso, il tedesco Linus Strasser che sceso dopo Alex, aveva chiuso a +2”16.

Dunque, questo slalom non entrerà negli annali se non per un’immagine davvero negativa per lo sci. Non discutiamo sulla volontà e legittimità della Croazia di rivendicare una gara di Coppa, ma quando è evidente che le condizioni non consentono gare regolari, la Fis dovrebbe trovare il coraggio di dire no. Alla fine ci hanno perso tutti. Ora gli atleti dovranno fare le corse per raggiungere Adelboden che necessita di circa 10 ore di viaggio. Probabilmente se in pista ci fosse stato Markus Waldner, probabilmente la ara non avrebbe preso nemmeno il via. Chi fa questo lavoro da sempre riesce ben a capire se il terreno tiene o si spacca. Quantomeno l’avrebbe finita molto prima. Avrebbe ricevuto un mare di critiche ma sempre tanto rispetto per chi sa prendere una decisione, un po’ meno per chi dimostra poco coraggio.   Lo slalom di Zagabria

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.