Lucas Pinheiro Braathen è medaglia d’oro nel gigante olimpico di Bormio. Il brasiliano chiude in 2’25”00 e conquista il primo oro olimpico della storia del Brasile nello sci alpino, al termine di una gara durissima, condizionata da neve umida in alto, pioggia nel finale e una pista sempre più segnata nella seconda manche.

Medaglia d’argento per Marco Odermatt, staccato di 58 centesimi. Il campione svizzero, oro in carica, ha provato la rimonta con una seconda manche aggressiva, pagando qualcosa nel tratto centrale ma chiudendo fortissimo nel finale. Al traguardo la tensione si scioglie in lacrime: è la sua seconda medaglia di queste Olimpiadi.
Il bronzo va a Loic Meillard, a 1”17. Lo svizzero interpreta al meglio la parte decisiva della seconda manche, sfruttando l’errore di Tumler e trovando velocità nella lunga centrale che fa la differenza. Per la Svizzera è un risultato straordinario, con tre atleti nelle prime quattro posizioni.

La gara si decide soprattutto nella seconda manche, su una Stelvio resa difficile dalle condizioni meteo. La visibilità cambia tra parte alta e finale, le buche aumentano passaggio dopo passaggio e la gestione diventa quasi impossibile. Braathen, forte di 95 centesimi di vantaggio dopo la prima manche, non si limita a controllare: attacca, mantiene linea e velocità nelle porte chiave e resiste al ritorno degli svizzeri.

Quarto posto per Thomas Tumler, che aveva fatto segnare un intermedio straordinario prima di perdere terreno nel ripido. Quinta posizione per il norvegese McGrath, mentre Kristoffersen chiude settimo senza trovare il guizzo necessario per rientrare nella lotta per le medaglie.

Giornata negativa per l’Italia. Alex Vinatzer esce nella seconda manche dopo aver attaccato con decisione nella parte alta. Giovanni Franzoni è 24°, lontano dalle posizioni che contano. Nella prima manche Luca De Aliprandini aveva perso un sci in fase di curva e Tobias Kastlunger era uscito. Per gli azzurri il gigante olimpico si chiude senza piazzamenti di rilievo.






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