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Magnifico Matteo Rizzo, l’Italia è di bronzo nel pattinaggio di figura a squadre!

Nel singolo maschile, ultimo e decisivo segmento del pattinaggio di figura a squadre, l’Italia difende il terzo posto e conquista la medaglia di bronzo olimpica ai Giochi di Milano Cortina 2026. Il risultato matura sul ghiaccio con la prova di Matteo Rizzo, chiamato a gestire una situazione di massima pressione quando la classifica lasciava solo due punti di margine sulla Georgia.

Con l’oro e l’argento rispettivamente a Stati Uniti e Giappone, il singolo maschile diventa uno scontro diretto per il bronzo. La Georgia si affida al campione europeo Nika Egadze, reduce da un programma corto di alto livello. Ma il libero del georgiano è segnato da errori pesanti fin dal primo salto: il quadruplo Salchow non entra, il programma perde fluidità, la seconda parte resta spenta. Il pannello tecnico segnala rotazioni incomplete e livelli bassi; i componenti non riescono a compensare. Il punteggio finale è molto lontano dal suo season best e apre definitivamente lo spazio per l’Italia.

A quel punto tutto passa sulle spalle di Rizzo. L’azzurro entra in pista con il programma Interstellar, scelto proprio per questo tipo di contesto. La partenza è composta, il quadruplo toe loop iniziale è tenuto, con uscita controllata. Seguono combinazioni pulite, ritmo costante, velocità di base sempre presente. I salti entrano uno dopo l’altro, senza sbavature, con una seconda parte di programma gestita con lucidità.

Il pubblico accompagna l’ultima sequenza, il box azzurro esplode già prima della conferma ufficiale. Il punteggio certifica ciò che si era visto sul ghiaccio: l’Italia resta davanti alla Georgia e il bronzo è assicurato. È una prova che non nasce dall’azzardo, ma dalla tenuta, dalla capacità di portare a termine un programma completo quando serve farlo.

Con questo risultato l’Italia con Rizzo, Guignard-Fabbri, Conti-Macii, Gutmann e Grassl, sale sul podio olimpico del team event per la prima volta nella sua storia. Un traguardo costruito lungo tutta la settimana, ma deciso in quest’ultimo segmento, quando il margine era minimo e l’errore non era ammesso.

L’oro va agli  Stati Uniti, che con 69 punti precede il Giappone a 68. Sato ottiene 194,86 punti, con un’esibizione stupefacente, ma Mailin convince la giuria che lo premia con 200.03 punti! Il bronzo, invece, passa da Milano. E porta la firma di Matteo Rizzo.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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