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Mattia Casse il più veloce nell’ultima prova sulla Kandahar di Garmisch

Mattia Casse conferma il feeling con la Kandahar e firma il miglior tempo nella seconda e ultima prova cronometrata in vista della discesa di Garmisch-Partenkirchen, in programma domani, sabato 28 febbraio, alle ore 11.15.

Con il pettorale numero 15 l’azzurro interpreta al meglio soprattutto la parte alta del tracciato bavarese, trovando ritmo e scorrevolezza fin dai primi intermedi. Il cronometro si ferma su 1’49”42, tempo che gli vale il primato con quattro centesimi di vantaggio sullo svizzero Alexis Monney e quindici sul francese Nils Allegre.

Alle spalle del terzetto di testa si inseriscono gli svizzeri Stefan Rogentin e Marco Odermatt, rispettivamente quarto e quinto a 28 e 30 centesimi. In casa Italia sedicesimo Florian Schieder a 1”11, mentre Dominik Paris chiude 23° a 1”61, immediatamente davanti a Franjo Von Allmen. Ventottesimo Guglielmo Bosca con un ritardo di 1”74.

Prova complicata invece per Benjamin Alliod e Christof Innerhofer, entrambi costretti a fermarsi lungo il tracciato a causa delle cadute di Nils Alphand ed Elian Lehto che li precedevano. Giovanni Franzoni non ha completato la prova per lo sganciamento di uno sci, senza conseguenze per il bresciano.

Casse mantiene però il giusto equilibrio nelle valutazioni: «Le prove sono sempre interlocutorie, ma è bello essere presenti con una sciata che sta evolvendo bene. È un buon viatico per le ultime gare di stagione. Domani farà caldo e la neve ne risentirà, ma questo è Garmisch: è una pista vera, con velocità e curvoni, un tracciato tutt’altro che banale».

Sensazioni positive anche per Dominik Paris: «Oggi la pista mi è sembrata più veloce e mi sono sentito più in armonia con i dossi, ieri sbatteva molto di più. La neve non è durissima per via del caldo, ma le condizioni sono buone. Franzoni è stato bravo a gestire la perdita dello sci: sono cose che capitano, anche se non è piacevole».

Florian Schieder guarda invece alle condizioni meteo: «La pista non è male, speriamo che domani non faccia troppo caldo. Sarà importante trovare il pettorale giusto, perché rispetto agli altri anni la pista sarà completamente al sole. Nella parte alta perdo qualcosa ma credo di poter limare; in basso serve attenzione in entrata e in uscita dalla Ölle. Servono piste toste così i duri vengono fuori».

Domani la discesa dirà se i segnali emersi nelle prove potranno trasformarsi in risultato. Sulla Kandahar, come sempre, non basta scorrere: serve attaccare.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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