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Mikaela Shiffrin: “Ho il cuore spezzato!”

Dopo la prima manche che Mikaela Shiffrin ha chiuso al quarto posto, nel parterre era girata voce che l’americana stesse male, che avesse un virus intestinale. In effetti prima del via aveva vomitato, ma ogni dubbio è stato poi spazzato via dalla stessa Shiffrin dopo la fine della gara, quando con grande professionalità si è presentata ai microfoni delle televisioni. Nonostante la cocente delusione del quarto posto finale, lei campionessa olimpica in carica battuta da due rivali storiche come Hansdotter e Holdener, ma anche dalla giovane austriaca Katharina Gallhuber (che ha centrato la miglior manche della carriera proprio nel giorno giusto), Mikaela è parsa lucida nell’analizzare la sua giornata: «Sarei delusa anche se fosse arrivato il podio, oggi la delusione riguarda il modo in cui ho affrontato la gara, il modo in cui ho sciato e adesso a freddo posso dirvi che se ho vomitato non è per un virus, ma per lo stress mentale, ho un po’ ceduto di nervi insomma. Nella prima manche ho cercato di fare qualcosa di speciale quando invece sapevo benissimo che sarebbe bastato sciare come so, normalmente. Ma addosso avevo le mie pressioni, non quelle degli altri o della situazione. Poi, lo so, tutti da me si aspettano sempre molto, ma sono stata io a schiacciarmi da sola. Sono davvero delusa per questo e per come ho sciato non meritavo di vincere una medaglia. Ora ci sarà da analizzare tutto quello che non ha funzionato oggi per evitare che si ripeta in futuro, ma la mia prima ipotesi è che dopo aver toccato l’apice delle emozioni con la vittoria in gigante, oggi sia un po’ precipitata nella valle, mentre quando si hanno due gare di fila è importante mantenere una stabilità mentale che io oggi non ho avuto». <
A chi le chiede se si senta poco bene, Mikaela risponde con un secco «no», ripetendo poi che il problema è stato solo nervoso. «Non credo di essere presuntuosa se dico di sentirmi la miglior slalomista del mondo, ma oggi non ho nemmeno avvicinato il mio livello e alla fine quel che conta è il risultato e io non l’ho ottenuto. Non sono tanto brava ad accettare le delusioni, anche su questo ci sarà da lavorare, e ora mi sento come se mi avessero spezzato un pezzetto di cuore e come se non potessi più riprendermi. Ma chissà, forse un giorno imparerò a capire che perdere fa parte della vita, magari lo farò a 32 anni, vedremo!». Niente superG domani per Mikaela, la sua prossima gara dovrebbe essere la combinata di venerdì 23, a meno che le prove della discesa non le diano sensazioni tali da convincerla a fare anche quella.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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