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Moioli, il bronzo della resilienza. E Pisoni si commuove: “È stata la numero uno”

“È stata lunga, è stata difficilissima”, racconta a fine gara Michela Moioli, bronzo nello Snowboard Cross. Poche parole, ma dense di significato. Solo poche ore prima era stata portata in ospedale dopo una caduta in allenamento che le ha provocato un trauma facciale. Le immagini delle ferite parlano da sole, ma lei preferisce mostrare altro: “Guarda il sorriso, quello che conta è questo. È stata tosta, ma voglio ringraziare la mia squadra e soprattutto i medici, perché mi hanno rimesso in piedi. È anche grazie a loro se oggi sono riuscita a fare tutto questo”.

C’è spazio per i ringraziamenti alla famiglia, agli amici presenti sulle tribune, e anche a se stessa: “Sono orgogliosa di me, perché ci ho creduto fino in fondo”. Un podio inseguito a lungo, in un’Olimpiade sognata per anni. “Finalmente essere qui oggi con questa medaglia al collo è qualcosa che desideravo tantissimo. In tanti momenti non ci credevo più, e invece ce l’ho fatta”.

Dietro le lacrime di gioia c’è anche l’emozione di Cesare Pisoni, responsabile tecnico dello snowboard azzurro, che fatica a trattenersi: “Faccio fatica a parlare… Michela riesce sempre a stupirci. È stata grandiosa. È stata la numero uno”. Il tecnico sottolinea non solo la prestazione in gara, ma il percorso complicato che l’ha preceduta, tra ospedale e recupero lampo. “Ha sbagliato solo le partenze, per il resto è stata bravissima. E abbiamo uno staff eccezionale”.

L’obiettivo della squadra era chiaro: due medaglie nello snowboard. Missione compiuta, ma non è finita. “Domenica abbiamo ancora una carta da giocarci”, ricorda Pisoni pensando alla prova a squadre.

Intanto, però, è il giorno di Michela Moioli. Un bronzo che pesa come un oro, perché racconta di una campionessa capace di rialzarsi, ancora una volta, quando tutto sembrava complicarsi. E di scrivere un’altra pagina indelebile della sua storia olimpica.

 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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