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Mondiali Vail DH F: wonder Maze

Tina Maze si è presa la rivincita vincendo la medaglia d’oro nella discesa libera sulla rivale Fenninger che le era stata davanti nel SuperG per tre centesimi. La slovena in prova aveva già dimostrato la grande facilità di azione. Ha scelto traiettorie differenti rispetto alle altre potendo contare sulla sua grande potenza. Ottima strategia studiata insieme a Valerio Ghirardi che ha confermato, semmai ce ne fosse stato bisogno, di essere uno dei grandi tecnici dello sci. Slovena fenomenale, così come Anna Fenninger che gli è arrivata alle spalle per solo due piccolissimi centesimi. L’austriaca ha confermato la tecnica sopraffina pennellando le curve e facendo tesoro degli errori commessi nell’ultima prova. È stata la prima a scendere nel gruppo delle favorite e ha piantato l’asticella del tempo da battere a 1:45.91, asticella abbassata solo da wonder Maze. 

Ha completato il podio la svizzera Lara Gut che rimpiangerà la sbavatura nella parte centrale. Lei è sempre stata brava a condurre nelle curve difficili ma non aveva ancora trovato il giusto feeling con la neve americana. Delusione per Lindsey Vonn che ha sbagliato nella parte alta dopo il secondo intermedio e ha subito un ritardo che non è più riuscita a colmare. Per l’americana si trattava dell’ultima chance visto che ha già dichiarato che quello di Vail sarebbe stato l’ultimo mondiale.

 

Le aspettative legate alle azzurre non erano eccessive anche se però, in passato, le medaglie erano arrivare dalle sorelle Fanchini, prima Nadia e poi Elena, da outsider. Elena arrivava dalla vittoria a Cortina lasciandoci qualche speranza. La migliore è stata Daniela Merighetti che, dopo la mandibola fratturata che ne ha condizionato la preparazione (avrebbe voluto una prova in più), ha confermato di essere una leonessa lottando dalla spinta del cancellato all’ultimo salto. Ha fortemente voluto il mondiale e voleva il podio come lei stessa ha confermato: “Sono venuta per fare una medaglia e ho dato tutto. Purtroppo non sono riuscita a spingere come avrei voluto in tutte le curve. Sono soddisfatta della gara che ho fatto e orgogliosa di me stessa”. E noi lo siamo di lei che ha conquistato un meritatissimo top ten.

Nadia Fanchini, scesa con il pettorale numero uno, ha avuto difficoltà nelle parti di scorrevolezza trovando invece giuste traiettorie nella parte centrale più tecnica. Buona comunque la prestazione che le dà fiducia per il futuro. Male invece le altre. Elena Fanchini, dopo essere stata con le prime, è incappata in un grande errore che poi ne ha condizionato tutta la gara mentre Johanna Schnarf non ha mai trovato il ritmo.

 

Le temperature invernali e cielo terso hanno reso questa giornata perfetta per una gara di sci. La pista molto tecnica e decisamente tosta con tutto: parte di scorrimento, tecnica con curve da condurre alla perfezione per togliersi il prima possibile dagli spigoli.Tante le curve a sinistra con diagonali da tenere senza perdere un centimetro ma prestando la maggior attenzione possibile a far correre gli sci. Un grande spettacolo.

 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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