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Mondiali Vail: i pronostici della Discesa

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no a uno e palla al centro. Prossimo match a Beaver Creek, sabato 7 febbraio. Kjetil Jansrud e Dominik Paris a Kitzbühel si sono divisi equamente il bottino ai piedi della Streif, quest’anno più spettacolare (e più lunga) in superG che in discesa. A voler ben vedere, di due discese si è trattato, perché l’allenatore del norvegese ha tracciato, ma sarebbe meglio dire truccato, il superG per aiutare il suo campione, favorendo così soprattutto l’italiano, che in ricognizione non credeva ai suoi occhi. Ma mentre piazzava le porte, più che a lui forse il tecnico Moger aveva pensato a Hirscher, avversario di Jansrud per la coppa generale e in gara per la combinata alpina. Hirscher che, quando ha visto il tracciato, ha pensato di mettere il pettorale nello zaino e tornarsene in camera, ma che poi si è fatto coraggio e ha affrontato il rischio, portandosi in serata a casa 80 punti, mentre Kjetil arrancava fra le porte dello slalom per finire nono, con solo 29 punti in più nella sua saccoccia. Furibondo, perché mentre al mattino dopo Marcel avrebbe potuto rilassarsi, lui sarebbe tornato in pista per LA GARA dell’inverno, la discesa più pericolosa e prestigiosa del circuito, una gara che in passato non aveva mai chiuso fra i primi cinque e della quale aveva dominato le prove. Era teso il norvegese durante la ricognizione. Concentratissimo. Proprio come Paris. Il lungo rinvio, due ore, e l’accorciamento della pista con l’eliminazione della parte alta, gli hanno suscitato sentimenti contrastanti: da un lato rabbia perché Mausefalle e Steilhang in prova lo avevano esaltato, dall’altro sollievo perché aveva più tempo per recuperare dalle fatiche del giorno prima e perché il suo sforzo sarebbe stato ridotto. Sdraiato su un divanetto, Kjetil durante l’attesa ha pensato, si è rilassato, ulteriormente caricato, mentre Domme ascoltava la sua musica spacca orecchie. In gara, poi, i due sono stati nettamente più bravi degli altri, contendendosi la luce verde ai vari intermedi. Purtroppo per Paris, l’ultima, la più importante, è stata verde per Kjetil e rossa per lui, più 2 centesimi, un nulla, ma tanto è bastato per dare a Jansrud la vittoria e negare a Paris la doppietta discesa-superG, che in passato era riuscita solo a Maier, Eberharter e Cuche.


     

DA TENERE D’OCCHIO
UOMINI: HANNES REICHELT, STEVEN NYMAN, BEAT FEUZ
DONNE: LARA GUT, ANNA FENNINGER, VIKTORIA REBENSBURG


Ma due podi in due giorni hanno consacrato definitivamente il gigante della Val d’Ultimo, che ai Mondiali di Beaver Creek si presenterà da co-favorito, lasciando a Jansrud un pizzico di vantaggio per il fatto che il norvegese ha vinto l’ultima gara corsa sulla Birds of Prey, lo scorso 5 dicembre, rifilando 54/100 a Beat Feuz e 56 a Steven Nyman, mentre Domme finì quarto a 69. Oltre a loro, il podio se lo giocheranno gli austriaci, Mayer e Reichelt soprattutto (che a Kitz non hanno brillato), ma anche Georg Streitberger, l’omone che vive un po’ all’ombra dei grandi campioni del suo team, ma che potrebbe giocare un bello scherzetto a tutti (a Kitz è stato terzo in superG e quarto in discesa, tanto per dire…). Per un posto sul podio lotterà ovviamente anche Christof Innerhofer, uomo da grandi eventi, già vincitore sulla Birds of Prey e in crescita di forma. E non sottovalutiamo nemmeno Guillermo Fayed, il nuovo leader dei francesi, terzo sulla mini Streif e mai fuori dai primi sei in stagione. Insomma… la discesa maschile sarà una gara incertissima, con la coppia di favoriti (Jansrud e Paris) che dovrà fare tutto alla perfezione per non finire lontana dai posti che contano. Anche la gara femminile sulla carta sembra aperta a molte favorite, in realtà la donna da battere sarà una e solo una, quella Lindsey Vonn che ha fallito nell’ultima discesa di St. Moritz per eccesso di rischio («io lo sci lo vivo così, o la va o la spacca» ha detto dopo il 23° posto nella gara vinta da Lara Gut), ma che quando non sbaglia lascia poco scampo alle avversarie. La Vonn scierà sulla pista di casa e nel lungo periodo di assenza ha avuto due precisi obiettivi a motivarla verso il completo recupero: il record di vittorie in Coppa (missione compiuta) e i Mondiali. Certo, anche lei dovrà stare attenta a non sbagliare, perché pronte a cogliere l’occasione saranno in tante, da Goergl a Weirather, da Rebensburg a Fenninger, senza dimenticare Lara Gut, che sulla Raptor vinse un anno fa (Vonn assente) e in crescita di forma come si è visto a St. Moritz. 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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