Gare

Musi lunghi in Casa Italia nel dopo Gran Risa

Nel dopo Gran Risa in Casa Italia si vedono solo musi lunghi. E come si fa a sorridere dinnanzi all’ennesimo risultato di squadra molto negativo.

Quando Luca De Aliprandini si presenta in zona parterre, superato il traguardo, ha i nervi a fior di pelle. Scaraventa con violenza inaudita il bastoncino sulla neve come una frustata.

È nero perché quell’errore gli ha precluso un piazzamento migliore di quel triste 16esimo posto. “L’errore? Non è colpa mia. Una situazione strana, una cosa che capita una volta su mille. Un errore non prevedibile“. Al microfono Fisi ha poi continuato: “Una occasione persa, una spigolata così è solo sfortuna. Sono arrabbiato perché ero messo bene.

Dopo un errore sull’uscita muro mi ero ripreso alla grande e andavo forte quindi mi dispiace perché potevo giocarmela fino in fondo. Non ho trovato la mia neve preferita e quindi questa è la prova che sto sciando bene. Sto raccogliendo meno di quanto dovrei”.

Riccardo Tonetti può essere contento della sua seconda manche, non certamente impeccabile, ma quantomeno ha recuperato dalla 26esima piazza alla 18esima. Buon segno: “Pista difficile da interpretare, nella seconda manche non sono riuscito a recuperare fino in fondo, avrei potuto fare un balzo in avanti migliore. Porto a casa dei punti importanti ma un bilancio completo lo farò dopo il parallelo di lunedì”.

Manfred Moelgg:Sto sciando bene, c’è qualche problema di risultato ma bisogna restare calmi perché adesso arriva un grande mese di slalom. Nel gigante come squadra ci manca qualcosa ma dobbiamo continuare ad avere fiducia“.

Non ha voluto approfondire la sua dichiarazione: “Potrebbe essere la mia ultima Gran Risa. E lo ha detto proprio come fosse l’ultima. Ma perché? Sta meditando di chiuderla qua, a fine stagione nonostate i Mondiali della prossima stafgione? O continiuerà dedicandosi però solo agli slalom?

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.