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Nello slalom di Levi Petra Vlhova vince la prima sfida

Petra Vlhova vince la prima sfida battendo una Mikaela Shiffrin che taglia il traguardo sfinita! Una bellissima lotta tra le due risolta con soli 18 centesimi di differenza.
Una gara incerta fino alla fine, risolta nella seconda, tracciata da Livio Magoni, forse, con l’atleta che ha dimostrato di avere più benzina. E Petra Vlhova sembrava proprio averne di più. Certo è che Mika ha dovuto fare i conti con un sacco di altri paletti, diversi da quelli rossi e blu. Si chiamano emozioni, quelle che i robot non hanno, ma le sì.

Katharina Liensberger non ha provato nemmeno a sfidarle. Si è accontentata di salire sul terzo gradino del podio. Ma ha fatto bene a non gettarsi in quella lotta, perché per il momento non ce la può fare. È andata a tutta, per carità, ma secondo noi, qualcosa in più da mettere lì’ sul piatto ce l’ha ancora. Petra e Mika attualmente sciano su un altro piano. E poi c’è lei, ed è pure in buona compagnia. Katharina Truppe e Chiara Mair non sono molto distanti da lei a testimoniare il fatto che la squadra sta crescendo coralmente.

Brava ancora una volta, ma c’erano davvero pochi dubbi, Wendy Holdener che si è pappata in un sol boccon (6 centesimi) la compagna di squadra Michelle Gisin che invece le era davanti a metà gara. Un quarto posto utile per dire: “Hei voi due là davanti, io non sono così lontana!

Passiamo alle nostre, senza dimenticare il recente passato, ovvero crisi nera e cambio generazionale. Con un programma di recupero che deve avere i suoi tempi, oggi quattro Azzurre sono andate a punti. Ancora una volta, la veterana del gruppo Irene Curtoni è stata la migliore. Ottimo il suo sesto posto a metà gara. Poi nella prova conclusiva non è riuscita a mettere in moto tutte le energie. Precisa sempre, ma ogni tanto un poco lenta.

In classifica entra Marta Bassino. La giovane piemontese, (18esima) ha sciato meglio nella prima manche, quando aveva fermato il cronometro col nono tempo nonostante il pettorale 31. Nella seconda ne ha combinate troppe, però ha davvero capito come si fa. Con la sua sciata sempre leggera, ha aumentato sia la potenza che la rapidità. Diamole tempo per fissare nel cervello alcuni automatismi e poi…

Complimenti a Martina Peterlini la guerriera. In questa seconda discesa è riuscita a esprimere il suo sci, essenziale, elegante e intelligente.

Ventesima a fine gara dopo aver concluso al 29esimo la prima manche, quindi ben nove posizioni recuperate. Il dolore che le sta procurando una brutta protrusione discale non le ha consentito forse, di spingere fino in fondo. È una bella notizia, però, avere avuto la conferma che ormai è entrata nel giro delle slalomiste di razza.

Gruppetto che dovrebbe spettare anche a Marta Rossetti, perché se togliamo il grave errore commesso sul muro, la sua azione è stata lodevole. Purtroppo quando si frena in quel modo per poter rimanere sul tracciato, il tempo ti condanna.

Un po’ più di amaro in bocca ci è rimasto per l’out di Federica Brignone. Non che ambisse al podio, ma ormai ha preso coscienza che la Coppa del Mondo generale rimane uno degli obiettivi. E anche lo slalom può aiutarla. È uscita commettendo il più classico degli errori in slalom. Ma Fede non molla mai. Domani ce lo mostrerà!

 

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.