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Olimpiadi: Fabris vuole rivivere il sogno di Torino

 

Da Enrico Fabris l’Italia intera si attende molto. La responsabilità viene di conseguenza, ma noi italici siamo abituati a farci il palato buono, anche se son passati 4 anni. Enrico non batte ciglio e accetta il ruolo:  non si scompone, sembra tranquillo e pensa soltanto a concentrasi per l’esordio di sabato sera al Richmond Olympic Oval, nei 5000m. "Mi sento a mio agio qui – ha detto l’azzurro – si sta bene e il ghiaccio e le strutture sono adatte. Anche al Villaggio, il clima è bello e sereno". Due titoli olimpici e un bronzo che sono impossibile da dimenticare, ma non per questo devono diventare un fardello per il pattinatore azzurro. In ogni caso, niente pronostici per lui. "Voglio dare il massimo, il 100%, soltanto così posso avere grandi soddisfazioni", ha detto Fabris a margine della conferenza stampa degli azzurri. "L’esperienza di Torino, certo, non è ripetibile proprio perchè era un’Olimpiade in Italia. Ma so che quello che ho fatto lì posso rifarlo – sottolinea l’azzurro – Parto con la stessa mentalità di quattro anni fa, lì non mi apettavo medaglie eppure sono arrivate. Certo adesso c’è più responsabilità e gli occhi di tutti puntati addosso".

Occhi internazionali si direbbe, visto che anche le testate internazionali danno l’azzurro come uno dei favoriti. "Arrivo come uno dei potenziali medagliati e mi fa piacere, perche’ significa che alle spalle ho fatto cose importanti". E i rivali sono ben motivati, un nome su tutti, l’olandese Sven Kramer. "E’ fortissimo come quattro anni fa ed è sempre quello da battere", dice Fabris che punta sulla staffetta e i 1500m, ma si sta allenanando anche sulle lunghe distanze.

"Sono maturato anche sulla distanza lunga quindi credo di fare meglio di quattro anni fa, ma sarà comunque difficile arrivare avanti", ha spiegato l’azzurro che sul ghiaccio dell’Oval potrà contare sul calore della sua famiglia. "Nei 5000m verrà a vedermi la mia ragazza, Annie, poi per i 1500m arriveranno parenti e amici da Asiago a fare il tifo. Stare con gli altri prima delle gare è piacevole, aiuta a scaricare la tensione", ha concluso Fabris. Non resta, dunque, che mettere i pattini ai piedi per partire e iniziare veloce come un razzo i Giochi 2010. 

 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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