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Para Beijing, Bertagnolli-Ravelli, il gigante è d’argento!

Para Beijing, Bertagnolli-Ravelli, il gigante è d’argento!
Arriva la terza medaglia per Giacomo Bertagnolli e la guida Andrea Ravelli: è l’argento ottenuta in slalom gigante della categoria Visually Impaired, gara vinta dall’austriaco Johannes Aigner e la sua guida Matteo Fleischmann.

Fantastica la loro seconda manche molto diversa dalla prima per cui si tratta di un oro totalmente legittimo,  nel caso qualcuno volesse pensare che l’abbia perso la coppia Azzurra.

Giacomo è partito un po’ più cauto con gli sci messi un po’ troppo di traverso nelle prime porte poste sul ripido. Aveva un secondo di vantaggio a metà gara ma al traguardo della seconda è in rosso di 1″68.

Questo atteggiamento tecnico gli ha fatto perdere un po’ di velocità sui piani centrali. Aigner, che ha il tempo più lento, 86% contro l’89%, ha scelto linee più ampie trovando un’andatura elevatissima.

La medaglia di bronzo allo slovacco Miroslav Haraus che era l’unica specialità dove non aveva ancora alcun metallo né paralimpico né mondiale. Parliamo di 20 20 medaglie!

Aigner che ha soltanto 16 anni, ha finora vinto l’oro in gigante, l’oro in discesa, l’argento in combinata e il bronzo in superG: applausi a scena aperta!

Così come non si può rimanere indifferenti con il quarto posto dello slovacco Marek Kubacka (guidato da Maria Zatovicova) che è totalmente cieco. La sua seconda manche è stata qualcosa di inimmaginabile, ma se esiste una vittoria morale, è tutta sua!

Condizioni climatiche completamente differenti rispetto alle gare dei primi giorni: si è passati dai -15 ai +11 gradi. Di conseguenza il ghiaccio si è trasformato in un terreno molto salato che comunque ha retto abbastanza bene. Anche se il francese Deleplace non sarà molto convinto di questo, visto che a causa di una buca particolarmente profonda ha perduto uno sci e ogni speranza di medaglia

Nella prima manche la coppia Azzurra aveva chiuso in vantaggio con 1″03 sugli austriaci Aigner-Fleischmann, sempre loro… Poi a 2″36 un vecchio volpone come il mito della Slovacchia Miroslav Haraus, mentre il francese Deleplace era distante a +3″59. Niente di scontato però, i distacchi non sono così netti come nelle gare dei normo, perché con il cronometro che viaggia a velocità diverse, un errore si paga molto di più. Infatti è finita in modo diverso… Para Beijing Bertagnolli-Ravelli

LA CLASSIFICA

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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