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Paralimpiadi, Bertagnolli-Ravelli sesti in discesa, l’oro all’austriaco Aigner

Paralimpiadi, Bertagnolli-Ravelli sesti in discesa, l’oro all’austriaco Aigner.
Debutta con un sesto posto l’avventura paralimpiaca di Giacomo Bertagnolli e la guida Andrea Ravelli. Gli Azzurri delle Fiamme Gialle hanno ottenuto il massimo in una specialità dove andare a medaglia sarebbe stato un exploit inatteso.

Questo mettendo assieme tutte le circostanze: tratti di piano poco congeniali al trentino, neve cambiata rispetto alle prove dove fa fatica ad adattarsi e anche qualche errore di troppo.

I tre training non avevano dato indicazioni molto differenti. E l’oro è andato al favorito della vigilia, il sedicenne austriaco Johannes Aigner che si p imposto col tempo di 1’13″45, 36/100 più veloce del canadese Mac Marcoux con guida Tristan Rodgers. Il bronzo al francese Hyacinthe Delepace, staccato di 65/100 dal leader, guidato da valentin Giraud-Moine.

Jack ha concluso col tempo di 1’17″05, dietro anche ai due atleti della Repubblica Ceca Miroslav Haraus e Jakub Krako.

È vero che Giacomo aveva vinto l’oro a PyeongChang in coppia con Fabrizio Casal, ma in 4 anni sono entrati nuovi atleti e il livello è salito moltissimo. Nessun allarmismo, dunque, non è questa la specialità dove potevmo puntare a una medaglia. Diverso il discorso per il superG di domani, molto più nelle corde di Giacomo e Andrea.

Nella categoria Standing buon 12esimo0 posto per il 21enne Federico Pelizzari (Disabili Valcamonica), disciplina che ha approcciato da poco e che fa in virtù della gara dove invece potrà lottare per una medaglia, la combinata. L’oro al francese Arthur Bauchet che si impone col tempo di 1’14″93, 32/100 meglio dell’austriaco Markus Salcher mentre l’elvetico Theo Gmuer ha meritato il bronzo col tempo di 1’16″17. In pista anche Robin Cuche, nipote del grande Didier, che ha ottenuto l’11esima piazza, proprio davanti al nostro Federico.

Nei sitting, categoria che per questa disciplina non ha visto Azzurri in gara, oro per il neozelandese Corey Peters che si aggiudica la vittoria piuttosto nettamente, battendo il norvegese Jesper Pedersen in ritardo di 1″26 e il giapponese Morii Taiki

Tra le donne, nella categoria Visually impaired, la vittoria è andata a un vero e proprio monumento dello sci paralimpico della Repubblica Ceca: Henrieta Farkasova che, con la guida Martina Motyka vince la sua decima medaglia d’oro ai Giochi. 1’19″50 il tempo realizzato da Henrieta al termine di una prova perfetta, oltre due i secondi di vantaggio sulla cinese Daqing Zhu con Yh Hanha che chiude con 1’21″75. La medaglia di bronzo alla britannica Millie Knight unita a  Wild Brett: 1’23″13.

Purtroppo la nostra Martina Vozza con la guida Ylenia Sabidussi è caduta dopo i primi 30 secondi di gara. Sembrava una scivolata totalmente innocente, ma nella dinamica si è girata sul fianco opposto e d è rimasta sdraiata sulla neve al punto da richiamare l’intervento del toboga. Fortunatamente si scoprirà che si è trattato di una contusione sotto al ginocchio che non comprometterà la sua presenza nelle specialità a lei più congeniali.

Tra le standing incredibile l’uscita di scena della campionissima francese  Marie Bochet che dopo appena sette secondi perde uno sci! La teoria avrebbe indicato nella sua rivale di sempre, la tedesca Andrea Rothfuss il via libera per l’oro, invece la gara prende tutt’altra direzione: oro alla canadese Mollie Jepsen che anticipa la cinese Zhang Mengqiu per soli 10/100, mentre il bronzo finisce al collo della svedese Ebba Aarsjoe che certo non si aspettava di anticipare la tedesca favorita.

Ultima categoria, la sitting che ha visto purtroppo tante uscite per una specialità molto complicata per questa categoria. L’oro alla giapponese Muraoka Monoka che anticipa la tedesca Anna- Lena Forster di 82/100, mentre il bronzo va alla cinese Liu Sitong staccata quasi 3 secondi.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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