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Parallelo nel segno di Shiffrin e Zenhaeusern

E’ finita senza tante sorprese la sfida nel parallelo di Stoccolma, questa volta vissuta da un pubblico molto presente e partecipe, rispetto a quello andato in onda a Capodanno in uno stadio di Oslo semi deserto. Ramon Zenhaeusern si è dimostrato acora una volta il numero uno in questa ibrida specialità e Mikaela Shiffrin, seppur con meno disinvoltura, lo ha imitato grazie anche per come si è evoluta la gara che ha messo fuori a metà Petra Vlhova.

In campo maschile Ramon Zenhausern non si batte nel parallelo. Ci ha provato Marcel Hirscher ai quarti ma nemmeno il superman austriaco è riuscito a domare il gigante elvetico che tenendogli testa, l’ha messo sotto pressione costringendolo all’errore, quiondi +50/100 a tavolino.. Poi nel ritorno gli ha inflitto altri 49/100. Sentendosi un po’ colpevole di aver violato l’onore del numero uno, gli ha donato un inchino! Crudele poi la sfida tutta rossocrociata in semifinale  con Daniel Yule che si è arreso in entrambe le manche pur sciando molto bene. Hirscher ha provato a farsi vendicare mandando avanti Marco Schwarz, ma il giovane austriaco, nulla ha potuto contro l’inventore dell’abbattimento del palo con le due braccia, Andre Myhrer, bravo a recuperare i 4 centesimi persi nel primo run e a infliggerne 24 alla fine.
In finale lo svedese era davanti ma perché ciò accadesse ha dovuto tirare oltre le sue possibilità ed è uscito sul salto. Nel ritorno è stata una passeggiata per Ramon portarsi a casa questa splendida vittoria, con lo svedesew che inforca anche nella sfida di ritorno
Il terzo posto se l’è aggiudicato marco Schwarz, troppo forte per Daniel Yule sia nella prima che nella seconda manche

Mikaela Shiffrin è riuscita ad evitare la sfida finale con Petra Vlhova perché la fortissima slovacca è incappata in un errore irrimediabile nella sfida ai quarti con la tedesca Geiger. Poi ha rischiato in semifinale con Swenn Larson quando aveva perso la prima sfida per 9/100, poi recuperati ma solo 10, quindi finale conquistata per un solo centesimo. Incertezza anche nella finale con Christina Geiger, brava a battere Frida Hansdotter per soli 4/100, non c’è stata lotta: prima sfida vinta per un solo centesimo, poi lievitati a 24 nella manche decisiva, dova ha preferito l’abbattimento con le due braccia del palo, movimento che deve ancora bene affinare.

Nella sfida per il terzo posto, divertente sfida tra le due svedesi Frida Hansdotter e Anna Swenn-Larsson, vinta da quest’ultima poiché la sua capitana ha inforcato una porta a inizio sfida.

Chiara Costazza è uscita subito battuta da Anna Swenn Larsson, uscendo nel primo round, sul salto. E’ rimasta dentro nel ritorno concludendo comunque alle spalle dell’argento di Are in slalom di 1″29. Irene Curtoni, battuta dalla Holdener ha offerto una resistenza migliore ma solo nel primo round quando ha chiuso con un minimo scarto di 13/100. Nel ritorno è uscita dal cancelletto in maniera più lenta (oltre ai 13/100) e nel tentativo disperato di recuperare, si è arenata sul salto, uscendo.

No chance anche per Manfred Moelgg contro Andre Myhrer ma non al primo turno, bensì ai quarti, in quanto nel primo turno, Clement Noel, che stava vincendo abbastanza agevolmente, ha disgraziatamente inforcato l’ultima porta. Nello scontro con lo svedese Manni ha preso 50 centesimi nel primo run comn un gap totale di 1″11 dopo il secondo

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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