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Pattinaggio: un magnifico Daniel Grassl è 4° nel corto. Malinin guida il podio

Daniel Daniel Grassl chiude quarto il programma corto maschile del pattinaggio di figura alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, con 93.46 punti, restando ai piedi del podio. Davanti all’azzurro si impone lo statunitense Ilia Malinin (108.16), con un’esibizione che lascia senza parole, seguito dal giapponese Yuma Kagiyama (103.07) che commette un piccolo errore e dal francese Adam Siao Him Fa (102.55).

Daniel Grassl apre il programma corto maschile con un’esibizione di altissimo livello, firmando 93.46 punti al termine di una prova solida, completa e priva di sbavature. Il cuore della sua prestazione è tutto nel contenuto tecnico, tra i più ricchi visti in gara. Grassl apre con la combinazione quadruplo Lutz + triplo Toeloop, eseguita con sicurezza in fase di atterraggio: il pannello conferma l’elemento senza interventi, lasciando intatto il valore di una combinazione che da sola pesa 16.03 punti. Segue il quadruplo Loop, valutato con chiamata di Q ma senza intaccarne il valore base, quindi il triplo Axel, ruotato correttamente e premiato con un GOE positivo. Il pacchetto dei salti è completato senza errori, a testimonianza di una condizione tecnica centrata.

A dare continuità al programma sono trottole tutte di livello 4 – Fly Sit Spin, Change Foot Camel Spin e Change Foot Combination Spin – e una Step Sequence di livello 4, che contribuiscono a portare il punteggio degli elementi tecnici a 52.73, il più alto dell’intera gara. Una cifra che certifica la qualità e la difficoltà della costruzione.

Sul piano artistico Grassl sceglie “Tango per la libertà” di Stefano Lentini, un brano che interpreta con energia e tensione costante, sostenuto anche dal boato del pubblico di casa. La lettura coreografica è coerente, il ritmo non cala mai e il programma mantiene una linea chiara dall’inizio alla fine. I Program Components lo confermano: 40.73 complessivi, con 8.18 in Composizione, 8.25 in Presentazione e 7.96 nelle Skating Skills, valori che raccontano un pattinaggio fluido, ben centrato e controllato.

Il totale di 93.46 certifica una prova di spessore, a pochi decimi dal Season Best, un segnale importante anche in chiave gestione della gara. L’uscita dal ghiaccio, accolta dall’entusiasmo del pubblico e dal sorriso dello staff guidato da Edoardo De Bernardis, chiude un corto che resta una dichiarazione tecnica: salti chiave portati a casa, livelli pieni su tutti gli elementi e un programma che tiene insieme difficoltà e continuità.

L’esibizione di Matteo Rizzo, 16esimo, non trova invece il guizzo necessario per restare agganciata alle primissime posizioni, ma restituisce comunque un programma di qualità, costruito più sulla continuità che sull’esplosività. Il corto dell’azzurro si apre con il quadruplo Toeloop, imperfetto in uscita e valutato con uno step out, l’elemento che finisce per pesare sul punteggio finale. La combinazione triplo Lutz–triplo Toeloop scorre invece con buon ritmo e parabola pulita, così come il triplo Axel, centrato e ben controllato.

Il resto del programma fila senza sbavature, con trottole e sequenza di passi tutte di livello 3, in linea con una scelta coreografica volutamente sobria. Sulle note di Silverlines di David Damiano, Rizzo privilegia un pattinaggio leggero e raffinato, sostenuto da skating skills solide e da una costruzione musicale che accompagna senza mai sovrastare. I Program Components lo confermano, con valori equilibrati tra composizione, presentazione e qualità del pattinaggio.

Il punteggio complessivo di 84.30 lo tiene lontano dalla vetta, ma la prestazione resta leggibile e coerente: manca l’acuto sul primo salto, non la struttura. In una gara dove i dettagli fanno la differenza, è proprio lì che Rizzo paga il prezzo più alto.
Appuntamento ora co il libero.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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