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Petra Vlhova fa la differenza

Tutto quel pubblico meritava una buona prestazione e Petra Vlhova, stuzzicata nell’orgoglio, è andata oltre a ogni buon proposito chiudendo la prima manche con quasi mezzo secondo di vantaggio sulla tedesca Viktoria Rebensburg e oltre un secondo su Federica Brignone che è terza. Una manche lunghissima ed estenuante con una neve morbida da lavorare sempre per riuscire a fare velocità. E in questo Petra è stata geniale, soprattutto nella seconda parte della pista, dopo essersi salvata da una pericolosa inclinazione nella parte alta. Viktoria Rebensburg ha patito un poco il muro finale ma anche la tedesca ha fatto una super manche pur concludendo a +0,48. Federica Brignone, partita col pettorale numero 1, non ha commesso errori ed ha sciato bene nonostante quel terreno non sia proprio il suo preferito, in quanto non le ha dato quelle risposte che le consentono di far scorrere sempre velocissimi gli sci. Un terzo posto a +1″09 da Petra, a 61/100 da Rebensburg. Distacchi importanti recuperabili solo con una performance stratosferica, sperando in qualche imperfezione delle prime due. Federica dovrà però guardarsi anche le spalle perché al quarto posto c’è una disordinata Mikaela Shiffrin che ha pagato 1″33 dopo aver fatto meglio di Petra di 13/100 al primo rilevamento. Anche Miki non ama questi terreni ma a parte questo è sembrata un po’ in affanno fisico su un percorso così lungo. Il maggior ritardo lo ha pagato nella seconda parte.
Non ha sciato come siamo abituati a vederla, la francese Tessa Worley che è quinta a 1″81, 18/100 più veloce di Frida Hansdotter, prossima al ritiro che ha annunciato ieri.
Marta Bassino è nona a +2″11, ritardo che in parte è da attribuire alla pista che si è rovinata quasi subito. Nessuna infatti, con i numeri più alti è riuscita a inserirsi tra le migliori tranne l’austriaca Eva Maria Brem straordinaria a concludere al quinto posto a +1″71. Sofia Goggia è partita alla stragrande con un vantaggio di 1 decimo su Petra al primo intertempo, ma subito dopo si è fidata troppo delle sue inclinazioni estreme ed è scivolata via. Peccato. Niente da fare per Irene Curtoni (+4″29) fuori dalle trenta come Laura Pirovano e Caroline Pichler, è invece dentro Francesca Marsaglia  che con un ritardo di +3″81 si è classificata 28esima.
Classifica dopo le prime 30 partite

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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