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Programma Corto a Coppie: Conti e Macii sono ottavi, Ghilardi-Ambrosini decimi

Si chiude con la leadership tedesca il programma corto delle coppie di pattinaggio artistico, prima fase della competizione che qualifica le migliori 16 coppie al libero.

In testa i tedeschi Minerva Fabienne Hase e Nikita Volodin, primi con 80.01 punti, davanti ai georgiani Anastasiia Metelkina e Luka Berulava, secondi a 75.46, e ai canadesi Lia Pereira e Trennt Michaud, terzi con 74.60 punti.

Classifica estremamente compatta alle spalle del podio, con distacchi contenuti che rendono apertissima la sfida in vista del programma libero.

Ottima notizia per l’Italia: entrambe le coppie azzurre centrano l’accesso alla fase finale. Sara Conti e Niccolò Macii chiudono all’ottavo posto con 71.70 punti, mentre Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini sono decimi a 69.08 punti, entrambe qualificate tra le migliori sedici.

Due prove diverse per impostazione tecnica e interpretativa, ma accomunate dall’obiettivo centrato: restare in gara e giocarsi tutto nel libero.

Bella e intensa la prova di Sara Conti e Niccolò Macii, alla loro prima Olimpiade, protagonisti di un programma corto dal forte carattere, costruito sulle sonorità di un flamenco lavorato con Emilio Ciandri e impreziosito dalle coreografie curate da Matteo e Gianni. Una scelta voluta dalla coppia, che ha deciso di cambiare rispetto alla stagione precedente per presentare un progetto nuovo, più identitario e teatrale.

Macii interpreta con grande forza il ruolo maschile, dando spessore e tensione al programma fin dalle prime battute, mentre Conti pattina con grande determinazione nonostante una fasciatura al ginocchio, segno di una condizione non perfetta ma gestita con concentrazione e grinta. L’attacco è deciso, l’interpretazione intensa, ma sul piano tecnico i livelli non premiano pienamente l’esecuzione: step sequence, sollevamento e spirale vengono valutati di livello 3, così come la trottola finale, elementi che inevitabilmente incidono sul punteggio complessivo.

Il momento più delicato arriva nel salto in parallelo, un triplo Salchow solitamente solido per Conti, che perde però il timing dello sgancio e si sbilancia leggermente in avanti. Anche nel sollevamento si evidenzia una discesa complessa, tecnicamente ben impostata ma con qualche dettaglio non pienamente valorizzato dal pannello tecnico. La spirale interna indietro viene confermata di livello 3, mentre nella trottola un dettaglio minimo – probabilmente un quarto di giro mancante in una posizione – comporta l’abbassamento del livello.

Il punteggio finale di 71,70 punti (37,22 di tecnico e 34,48 nelle componenti) colloca Conti e Macii in ottava posizione provvisoria, con distacchi contenuti in una classifica molto compatta. Resta la consapevolezza di un programma di forte personalità e di una coppia che, pur pagando qualche imperfezione, ha dimostrato carattere e capacità di reazione in un contesto olimpico di altissimo livello.

Bellissima anche l’esibizione di Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini, protagonisti di una prova tecnicamente solida e costruita con grande qualità di linea. La coppia italiana, sulle note di Volare de Il Volo, propone un elemento di trasporto con rotazione continua sviluppato su un filo esterno profondo e mantenuto con ottima velocità di scorrimento. Hanno chiuso il programma con un totale di 69,08 punti, decima posizione, frutto di 38,29 punti di elementi tecnici (TES) e 30,79 punti nelle componenti del programma (PCS), senza detrazioni.

Nel dettaglio tecnico, la coppia ha eseguito un Double Axel valutato 3,91, un Triple Twist Lift livello 4 da 6,51, un Group 5 Axel Lasso Lift livello 4 da 8,50, un Throw Triple Lutz da 6,21 e una Backward Inside Death Spiral livello 3 da 4,49. A completare il layout, una Change Foot Combination Spin livello 4 da 4,05 e una Step Sequence livello 4 da 4,62.

Per quanto riguarda le componenti, il pannello ha assegnato 7,79 in Composizione, 7,86 in Presentazione e 7,50 in Valutazione tecnica, per un punteggio composito ponderato di 30,79.

Una prova tecnicamente strutturata e pulita, con livelli alti nei sollevamenti e nelle sequenze, che ha permesso alla coppia azzurra di attestarsi a quota 69,08 punti complessivi.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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