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Roberto Nani, tocca a te!

 

Di solito non sopporto quando mi guardano nello schermo del computer mentre sto scrivendo. Ma con Robi Nani è stato diverso. È stato divertente comporre il suo alfabeto mentre lui verificava quel che scrivevo per assicurarsi che non fraintendessi le sue parole. Che uscivano dopo lunghi ragionamenti, mai a fiotto, mai a vanvera. Bella persona Robi Nani. Bel mix fra i genitori Daniele e Daniela, lui timido e riservato, lei solare, generosa.

È proprio Daniela a farmi conoscere meglio questo adorato figlio minore raccontandomi tante cose del suo passato, primo fra tutti il fatto che, per arrivare dov’è ora, numero 9 al mondo dello slalom gigante, miglior italiano della specialità, ha sofferto e lottato come pochi, mai preso in considerazione dalla federazione fino a 22 anni suonati, quando sarebbe stato impossibile ignorarlo: oltre alla vittoria in
Coppa Italia, Robi concluse la stagione 2010/2011 con la vittoria nello slalom finale di Coppa Europa a Formigal davanti a due futuri compagni di squadra, Patrick Thaler e Stefano Gross. Inserimento diretto e di diritto alla squadra B, porte aperte verso la Coppa del Mondo. Sono salita a Livigno un giorno piovoso (tanto per cambiare) della scorsa estate, Roberto aveva in programma una seduta di allenamento atletico assieme al preparatore Vittorio Micotti, lo abbiamo aspettato più del previsto perché al mattino aveva ricevuto a casa una visita inattesa, da Genova erano arrivati a fargli un esame antidoping, prelievo di sangue e urine «e non era la prima volta».Guardandolo allenarsi, prima sul macchinario della Desmo Tec poi a corpo libero e con il bilanciere, sono rimasta letteralmente impressionata dalla sua prestanza fisica, già intuita guardandolo sciare e recuperare da situazioni tecniche disperate.    

ROBERTO NANI DALLA "A" ALLA "Z"

ALLENAMENTI Fatica, divertimento, confronto, amicizia… Negli ultimi anni sono diventato più preciso, non salto mai una seduta, mentre prima succedeva ogni tanto. Lo vedo più come lavoro, ma alla base c’è sempre divertimento, se no sarebbe difficile andare avanti. Diciamo che preferisco l’allenamento sugli sci e che la bici non mi piace, ma ci vado lo stesso se devo.

AMICIZIA E AMICI Risate e divertimento. Penso a quando ero bambino, ai tempi dello sci club, eravamo un bel gruppo, sciavamo e facevamo tante altre cose assieme. Penso anche ad Andrea Testa, il mio amico di Bergamo dove a volte faccio base durante le trasferte, ci alleniamo assieme e stacco un po’ dalla montagna. Spesso, come oggi, è invece lui a venire da me. 

AMORE Uguale passione. La mia si chiama Veronica, stiamo assieme da 4 anni, è di Livigno, non scia e lavora come segretaria alla reception di un hotel, qualche volta mi segue alle gare, quando può… 

BELLEZZA La natura: mare, montagne, prati, spiagge…

BERE Sto sul classico: acqua, poco alcol anche se a Livigno costa poco! Qualche sbronza c’è stata, festeggiare può ancora voler dire andare a bere con gli sci ai piedi, qui vanno gli après ski con spritz, cuba libra o weiss bier. A tavola in inverno solo acqua però.

BRAVURA Considero bravo chi riesce a capire il momento e il ruolo che ha e ad adattarsi alle situazioni che deve affrontare. Io penso di aver dimostrato di essere bravo in diverse occasioni.

CARATTERE Sono selettivo e determinato, so quello che voglio, non mi faccio condizionare, sono abbastanza testardo, devo capire da solo le cose anche a rischio di sbatterci la testa. Anche se devo arrivare da solo a decidere, ascolto tanto gli altri, analizzo molto e posso anche cambiare idea.

CASA Famiglia, tranquillità, relax, amici. Quando torno a casa nel mio paese è un bello svago. Per ora vivo ancora con i miei, sto guardandomi in giro per comprare un terreno e costruirci la mia casa, ma dovrei vincere qualcosa di molto importante per permettermelo… 

CINEMA Mi piace molto e ci vado spesso quando sono in giro, a Milano o a Bergamo. Scelgo film thriller o commedie, mi sono piaciuti i film di Van Damme. Nel pc guardo anche telefilm

COLORI Blu è il colore che preferisco.

COMPUTER È un bel passatempo, ma lo uso soprattutto per lavoro, nel senso che mi serve per la programmazione, per l’informazione, per rivedere video delle gare. Ma non sono un patito, lo uso il giusto. Per lo svago preferisco ipad e iphone.

COPPA DEL MONDO Lo sci! Quindi divertimento, passione, vittoria… Per me è importante tanto quanto un grande evento, vincere una coppetta di specialità vuol dire tanto, vuol dire che sei stato davvero il più forte. Personalmente quindi preferirei vincere una coppa del mondo che una medaglia, ma per le altre persone forse una medaglia ha più valore.  

DESTINO Non credo nel destino: ognuno se lo crea. Non credo nemmeno nella fortuna: c’è sempre un perché dietro ogni cosa e ogni avvenimento.

DISCESA LIBERA Velocità e adrenalina. Ne ho fatta fino a livello Coppa Italia ma non ho ricordi speciali anzi sì, ricordo gli allenamenti di velocità qui a Livigno in tutina a meno 30 con Julian Giacomelli che s’era congelato un dito. Ho smesso perché reputo difficile curare più di due discipline ad alto livello, ma in futuro si vedrà. In superG andavo bene, ho vinto qualche gara di Coppa Italia. Dal 2011 non ho più fatto gare veloci.

DONNE Fondamentali! Ho un buon rapporto con le donne, non sono prevenuto, ma da piccolo giocavo poco con le bambine! 

DOLCI Non sono goloso, ne mangio pochi, sono più da salato.

DOLORE Già passato, ed è stata anche un’esperienza di crescita. Il dolore più grosso per me è stato l’infortunio al ginocchio patito a 13 anni, con tutto quel che è seguito. Alla seconda porta di una gara di gigante mi è partito il tendine rotuleo, si è lussata la rotula e sfilacciato il legamento crociato anteriore. Operato a Sondalo, sono stato fermo 9 mesi prima di rimettere gli sci. 

 

ESTATE Uguale caldo. Quest’anno poco per la verità! E se estate è per molti è sinonimo di vacanza, la mia deve essere al mare, in posti lontani e tranquilli con belle spiagge e un po’ di relax. In primavera sono stato a Bali due settimane con Veronica

EVENTI Una bella soddisfazione parteciparvi: in due anni di squadra sono già stato a Mondiali e Olimpiadi! Sono appuntamenti da vivere tranquillo, non li trovo diversi dalle gare singole di Coppa del Mondo, io la penso diversamente dalla massa e mi dà quasi fastidio che si vivano e si vedano come una cosa tanto speciale.

EMOZIONI Danno brividi e un sentimento di adrenalina. In senso pratico dà emozione tagliare il traguardo di una gara e anche la velocità è qualcosa di speciale. Nella scorsa stagione le più grandi emozioni, le prime da atleta a un certo livello, le ho vissute a Beaver Creek e Val d’Isère.

FAMIGLIA Uguale casa! La mia è composta da Daniela e Daniele, i miei genitori, e da Simone, mio fratello. Mamma non l’ho mai vista sciare, ma prima o poi riuscirò a portarla… Con tutti loro c’è dialogo e sempre un bel confronto, essendo fuori dal mio mondo mi aiutano a staccare.

FATICA Vedi alla voce allenamento. Ogni tanto è anche piacevole faticare, il troppo facile mi spaventa.

FEDE Mi viene in mente l’onestà. Non c’entra? Se penso invece alla religione dico che credo, ma non sono praticante.

FIGLI Al momento no! In futuro perché no? Ora l’idea spaventa quasi.

 

 

FUTURO Mi auguro grandi cose a livello sportivo, so di avere margini di miglioramento.

 

GIORNALISTI Fanno il loro lavoro, ogni tanto sono pesanti, però ben vengano! Servono anche loro.

GIGANTE È la disciplina madre dello sci, è la curva madre, la curva padrona. È la mia specialità preferita, non ho sofferto molto il cambiamento di raggio e lunghezza degli sci, quindi mi sono adattato bene. Certo, la fatica è aumentata, servono più forza e resistenza e tutto sommato anche gli infortuni sono aumentati, così come i dolori fisici (per me alla schiena). Potremmo scrivere un libro su queste scelte della Fis, un vero buco nell’acqua visti gli scopi che si erano prefissi.

GIOVINEZZA Mi sento sempre giovane e penso che la giovinezza sia più mentale che fisica. L’importante è come si portano gli anni, non quanti sono.  

HAMBURGER Mi vengono in mente la Germania e l’America, non mi piacciono tanto e se posso li evito. 

 

IDEALI Raggiungere i propri obiettivi: il mio ora è vincere.

INTERVISTE Spesso obbligatorie, permettono di farsi conoscere. L’importante è riuscire a farsi capire per come si è davvero, a volte le interpretazioni sono fuorvianti.

IPOD No non ce l’ho e non lo uso, preferisco l’iphone, ma non mentre scio, non senti niente mentre scii!

ITALIA Penso al concetto di Nazione, all’onore, alla responsabilità… e sono cose positive. In negativo invece penso a come stanno andando le cose in questo momento. Elencarle è dura, ma basta guardare la tv per capire cosa non va. Quel che mi spiace di più è vedere tanti giovani andarsene  per cercare nuove prospettive, nonostante l’Italia sia una delle nazioni più complete e belle come offerta (territorio unico, cibo eccezionale…). Ma li capisco e se non facessi l’atleta probabilmente farei anche io una scelta del genere.

LETTURE Vorrei leggere di più. Quando lo faccio scelgo il genere psicologia motivazionale, mi piacciono anche le autobiografie di atleti. Un autore? Joe Vitale con la sua «Legge dell’attrazione». Romanzi? Zero.

LIBERTà Uguale spensieratezza. Io lo sono abbastanza, anche se ogni tanto è difficile essere spensierati nel mondo delle gare, qualche peso di responsabilità c’è sempre. Il relax è libertà e dà serenità. Un’altra cosa che mi dà l’idea di libertà è scendere a braccia aperte su una pista di sci chiusa solo per me. Oppure il mare aperto.

MANGIARE Cerco di ascoltare tanto quel che il mio corpo richiede, vado molto a sensazione e cerco di variare al massimo quel che mangio. Sono dell’idea di personalizzare l’alimentazione in base a quel che sento io, non a quello che dicono di fare. L’importante è capire ciò di cui abbiamo bisogno. Ultimamente ho ridotto l’uso della carne rossa, la mangio solo due volte a settimana, preferisco la bianca, ma il mio piatto preferito resta la polenta con la costata al sangue.

MATRIMONIO Non ancora! C’è tempo! Sul tema sono abbastanza distaccato, non ci ho mai veramente pensato, si vedrà cosa riserva il futuro.

MENTE L’80% della riuscita in ogni cosa dipende dalla mente, spesso determinante. Nello sci l’ho constatato sulla mia pelle. 

MITI Ne ho uno e si chiama Hermann Maier. Lo ammiro per il percorso che ha fatto, per quello che ha vinto, per quello che ha passato con l’infortunio in moto, per le sue doti tecniche e per come era lui in generale come persona e come atleta. Aveva carisma, il suo gesto tecnico coinvolgeva tantissimo, non l’ho conosciuto, l’ho visto, ma non ho mai gareggiato con lui.

MORTE A tutti succederà di morire, io non ci penso mai. 

MUSICA Sì, mi piace molto e ne ascolto tanta, in macchina quando viaggio o in compagnia. Di ogni genere, mi piace variare a seconda del momento. Ascolto musica per rilassarmi, ma anche in ricognizione, a volte in partenza della gara. La musica riempie le pause. Non è un rito, è un piacere nel momento in cui ne sento il bisogno. Ma mi piace anche il silenzio.

 

NATURA Fare sport in mezzo alla natura, in montagna o sulla neve, nel verde o nel blu. Questo è divertimento ed emozione. Vivere in una città non potrei, ma mi piacerebbe avere un punto d’appoggio, una base in certi momenti dell’anno, in posti tranquilli tipo Bergamo.

NOTTE Dormire, buio, riposo. Dormo 8 o 9 ore per notte, vado a letto alle 10, a volte anche prima. Se ci si sveglia presto bisogna aver dormito abbastanza. Lo sci mi ha portato ad essere più mattiniero, se posso però dormo volentieri anche fino a tardi.

NUMERI L’1 e l’11 sono quelli che mi vengono in mente per primi. In gara però mi vanno bene tutti i numeri, non mi faccio condizionare e prendo quel che viene.

OLIMPIADI Un’emozione che ho vissuto serenamente. A Sochi mi sono divertito, è stata un’esperienza importante, ero deluso per la gara, ma non ho sofferto, ho superato tutto velocemente. Speriamo ce ne siano altre per me! 

ORRORE Se devo pensare a qualcosa che mi dà fastidio penso agli uccelli quando mi sfrecciano vicino al corpo.

ODIO Odio la falsità, la gente che non ascolta… che è diverso dall’ascoltare e non fare quel che ti dicono gli altri.

POLITICA Mi interessa poco, ma nell’ultimo anno mi sono interessato un po’ di più. Sapendo la situazione attuale dell’Italia, mi sento in dovere di andare a votare, poi non è detto che non annulli la scheda, dipende sempre da cosa e chi c’è da votare…

POLIVALENZA Ammiro molto la polivalenza, perché è difficile praticarla. Credo sia un problema di organizzazione e programmazione. Per quanto mi riguarda al momento è impossibile immaginare di essere polivalente.  

POTERE Dà sicurezza. Volere è potere: credo in questo motto.

QUALITà Per me la qualità è conseguente alla quantità, nel senso che si parte dalla quantità per raggiungere la qualità, perché per fare bene una cosa devi farla tante volte. Ordine e precisione sono belle qualità.

RELAX  Importante, fondamentale anzi. Io cerco di ritagliarmi spazi di relax all’interno della giornata e nei raduni lunghi cerco di staccare, di avere i miei spazi per rilassarmi. In camera sono da sempre con Manfred Moelgg che condivide questo mio atteggiamento e grazie al quale ho imparato tante cose. Purtroppo il suo infortunio mi ha privato della sua compagnia, mi auguro veramente una sana e velocissima guarigione e sono sicurissimo che con la determinazione che ha sempre mostrato e con la sua passione saprà ritornare al massimo livello. Forza Vecio! 

RELIGIONE Ripeterei la stessa cosa detta alla voce Fede.

RICCHEZZA Se parliamo di denaro è importante, ma non fondamentale. Più importanti sono i nostri valori, quindi la ricchezza che abbiamo dentro. 

RIVINCITA Molto bello prendersi la rivincita dopo una sconfitta. Io sento sempre dentro di me una forte voglia di riscatto. 

SCUOLA Penso agli anni della scuola alberghiera a Bormio, quando vivevo da solo e dovevo studiare, sciare, mandare avanti la casa, allenarmi, farmi gli sci e farmi da mangiare. Le giornate erano veramente dure, ma mi hanno temprato e insegnato tante cose. Ero giovane e ancora senza patente, andavo agli impianti in bici con gli sci in spalla.

SESSO Importante. In questo momento per me è legato al sentimento. 

SLALOM Penso a rapidità e ripetitività. È in slalom che ho conquistato le prime qualifiche in Coppa del Mondo e i primi bei risultati, ma il passaggio dalla Coppa Europa è più difficile in slalom, dove partire davanti è veramente importante. Se non sei nei 30 qualificarsi è un’impresa, l’inverno scorso ancora di più visto che la neve era sempre molle e le piste rovinavano tanto. Purtroppo io durante la stagione ho avuto poco tempo per andare a cercare punti Fis e per allenarmi, a fine inverno ho cercato gare Fis per abbassare i punti, è importante avere una buona base di lavoro fatta in estate. Il mio obiettivo è di portare lo slalom alla pari col gigante.

SOGNI Mi piace desiderare più che sognare e mi piace farlo ad occhi aperti.

SOLDI Possono aiutare molto, ma credo che i piedi debbano rimanere sempre ben piantati per terra, cosa che non succede a qualche sportivo di altissimo livello o ad atleti di sport dove il guadagno è altissimo. Ogni riferimento al calcio è puramente voluto. 

SPONSOR Livigno è sempre stato di aiuto nel passato, è il mio sponsor attuale e spero che ci sarà anche in futuro. Qui sono molto disponibili per le piste, mi danno la possibilità di girare in motoslitta e in base alle mie esigenze di allenamento posso scegliere fra le piste delle due società della stazione, Carosello 3000 e Mottolino, che nonostante la gran massa di turisti in inverno mi danno sempre la possibilità di allenarmi bene. Grazie! 

SUCCESSO È una bella soddisfazione. Mi ha dato visibilità, mi ha fatto conoscere di più. È davvero piacevole essere riconosciuto e notato. 

TALENTO Io le chiamo doti. Un ragazzo può nascere con delle doti fisiche che poi vanno sviluppate e migliorate col tempo. Ad alto livello non basta il talento per vincere e per rimanere anni e anni davanti, bisogna sempre allenarsi. Dico questo con sicurezza perché so di avere delle doti e ho visto che non bastano quelle per riuscire. Con le doti arrivi a un certo punto e da lì poi bisogna progredire, cercando di andare avanti nella direzione giusta.

TELEVISIONE Poca, per i TG e le informazioni uso di più computer o ipad. In tv guardo film e sport, grandi eventi come Olimpiadi o Mondiali, il tennis e il calcio. Tifo Inter, anni fa ero più accanito, andavo anche allo stadio, ora meno. Certo, se non dovessi sciare giocherei a calcio, un’altra mia passione. In che ruolo? Attaccante.

TIFOSI Sono importanti e spesso mi accompagnano e mi sostengono per quello che sono e faccio, non solo al momento della gara: fa piacere! I social network in questo senso aiutano molto. A Sölden verrà un bel gruppo di tifosi, gente di Livigno e non solo che in altre occasioni non può seguirmi, perché essendo tutti maestri di sci in inverno non riescono a lasciare il lavoro nei fine settimana 

UFO Ci credo! Secondo me esistono! C’è una forma di vita oltre alla nostra, ne sono assolutamente convinto.

UOMINI Uguale amicizia, confronto, dialogo e discussioni, tutte cose che con una donna vengono meno facili.

UMORE Il mio è fatto anche di alti e bassi. 

VACANZA Si deve fare assolutamente, con zero allenamento e possibilmente al caldo e al mare. 

VALORI La sportività è un valore, così come la lealtà e l’umiltà

VECCHIAIA Non mi fa paura, non ci penso e ce la viviamo, puntando al meglio.

VESTITI Mi piacciono e sono uno che si compra la roba personalmente. Il mio look è abbastanza sportivo, alla sera, se serve, con i jeans metto una camicia. 

VITTORIA Soddisfazione, felicità, emozioni… Per me la vittoria più bella è stata nel gigante di Val d’Isère lo scorso dicembre. Non ho vinto, no, ma per tutti gli errori che ho fatto quel giorno il quinto posto per me è valso davvero come una vittoria.  

ZERO Non so perché mi viene in mente No limits. È un libro vero? Di Joe Vitale se non sbaglio.

Come dimenticare i suoi numeri giù per il muro della Face de Bellevarde, quando finì quinto dopo averne combinate di ogni colore?. «Robi è il nostro giamaicano bianco: ha grandi doti di esplosività, potenza, velocità e forza» mi dice Vittorio Micotti e non stento a credergli. Roberto lavora con una determinazione feroce, ma anche con il sorriso sulle labbra.

Si vede che la fatica non gli pesa, che sudare è quasi un piacere, forse perché è abituato a farlo. Mentre ammiro le sue performance atletiche, chiacchiero con Simone, il fratello di sette anni più vecchio. È maestro di sci e aiuta Robi per le faccende pratiche della sua vita di atleta, spesso gli fa da autista e lo accompagna in giro, sempre lo segue alle gare, rinunciando a qualche preziosa ora di lavoro sulle piste di Livigno. Simone mi parla della casa che vorrebbero costruirsi su un terreno che al momento costa troppo caro e della famiglia. Papà originario della Valmalenco dove per qualche anno si è trasferito con tutta la famiglia, prima di trovare lavoro a Livigno come responsabile del ristorante il Tagliede, alla partenza della cabinovia Carosello 3000.



Mamma invece, che né Simone né Roberto hanno mai visto sciare, lavora per una società svizzera di profumi in un negozio, «solo 4 giorni a settimana per avere più tempo libero, visto che da piccola si è dovuta ben presto dedicare al lavoro avendo perso la mamma giovanissima con quattro fratelli più piccoli da far crescere». Non per niente, gli unici ricordi «giocosi» di Daniela bambina a Livigno sono di qualche giro in slitta con l’omonima e coetanea Daniela Zini, diventata poi campionessa della Valanga Rosa. «Quando ero piccola mio padre mi diceva sempre che dovevo pensare a lavorare, poi però quando è diventato nonno mi ha spinto a far fare di tutto e di più ai miei figli.

Livigno era ben diversa negli anni Settanta, ora tutto è più facile, anche se non si può dire sia stato facile per Roberto arrivare alla nazionale. Sono stati anni duri per tutti noi che cercavamo di aiutarlo e di dargli fiducia, lui in realtà ci ha sempre creduto e non ha mai mollato, ma senza certe persone chissà se ce l’avrebbe fatta…».

Fra le persone da ringraziare Daniela mette al primo posto Corrado Castoldi, allenatore storico di Robi che ancora oggi lo segue quando è a casa e ha bisogno di lavoro extra. È con lui che, alla fine della scorsa stagione, dopo aver vinto il titolo di campione italiano di gigante sulle nevi di casa, Nani ha sciato per venti giorni testando sci.

È con lui che ci ha dato dentro negli anni in cui nessuno sembrava accorgersi delle sue capacità. Inverno sulle piste di casa e poi in giro a far gare con il gruppo sportivo dell’Esercito, estate a Les Deux Alpes con Luciano Curtoni e le sue figlie… è così che Nani è cresciuto in tecnica e determinazione. «In realtà d’estate ha iniziato a sciare quando era già grandicello, da bambino sciava in inverno – ha cominciato a 4 anni e mezzo – e in estate giocava più che altro a calcio e si divertiva qua a Livigno con gli amici» racconta ancora la mamma.

E a proposito di amici, Roberto ora è molto legato ad Andrea Testa, bergamasco classe 1991 tesserato per il Goggi che naviga attorno ai 20 punti Fis e cerca di emulare il suo compagno di allenamenti. Per Daniela «è come un terzo figlio, spesso viene qua da noi, ma altrettanto spesso è Robi a stare da lui a Bergamo, quando vuole spezzare il viaggio e respirare un po’ d’aria cittadina». Roberto non è un tipo mondano, non ama uscire e secondo chi lo conosce bene va a letto sempre alle 9.30 (ma lui obietta: «mai prima delle 10!»).

Con Andrea ama giocare a poker, con Veronica invece, la sua ragazza da quattro anni, ama la tranquillità. In questo assomiglia molto al papà Daniele, che vive la notorietà del figlio mantenendo un profilo molto basso: nel locale dove lavora non c’è nemmeno un poster di Roberto, nemmeno una cartolina autografata.

 

 

 

 

 

 

«E in inverno non guardo nemmeno le sue gare! Un po’ perché non avrei tempo, ma soprattutto perché non riesco a reggere l’emozione». L’unica trasferta che mamma e papà Nani si concedono è quella di Sölden a fine ottobre, periodo in cui a Livigno non è ancora alta stagione e si può quindi abbandonare il lavoro. «Ci vediamo là allora? Sabato sera per le vie del centro a ballare, vieni?». 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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