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Roccaraso2012: Cochran vince l’oro in discesa

 Al regista Steven Spielberg saranno suonate le orecchie: Ryan non è un soldato, ma sulla Direttissima del Monte Pratello, a Rivisondoli, ha sciato con un’aggressività e un’intelligenza tattica da Marines! Era uno dei favoriti, perché non sono tanti gli atleti del ’92 che in discesa sanno entrare nei 30 in Coppa del Mondo. D’accordo, gli è capitato in superG (26° a Crans Montana, 29° a Beaver Creek), ma tra le due specialità, a questi livelli, la differenza è sottile.  Cochran-Siegle ha avuto la meglio sulla coppia elvetica Ralph Weber, secondo a 9 centesimi e su Nils Mani a 49/100, mentre le velleità del forte francese Mathieu Favre si sono fermate a 9 centesimi dal bronzo. Può comunque essere felice perché la sua specialità migliore è il superG, tutto il contrario degli austriaci Karelly, Danklmaier e Mayrpeter che hanno sbagliato tutto. Il primo, che si era distinto vincendo la prima prova cronometrata, si è ritrovato in 17esima posizione, mentre i due compagni di squadra sono usciti per non aver capito quali linee dovevano essere seguite. Non sono riusciti a capire, cosa che invece ha perfettamente fatto Ryan, che con un terreno più duro e compatto rispetto alle prove, bisognava essere più scattanti in uscita curva e non rimanere lì, in balia delle forze della fisica, per ricercare la massima velocità. Loro sono quasi imbattibili quando c’è da far scorrere gli sci, ma Valerio Ghirardi è riuscito a preparare una pista come si deve, soprattutto per i primi trenta, prima cioè che le alte temperature segnassero un po’ la neve. Condizioni che hanno aperto possibilità di medaglia agli atleti scesi dal 20 al 30, quando cioè, il terreno ha cominciato a smollarsi, e i segni si sono fatti più dolci. Il trio di testa ha tremato quando il tedesco Manuel Schmid ha fermato la sua discesa al quinto posto partendo con il 25 o quando il francese Roy Piccard col 20 è stato negli intermedi a pochissimi centesimi dai leader per poi fermarsi al settimo posto. Prima di lui era uscito dal cancelletto il nostro Stefano Baruffali, forse l’Azzurro su cui puntavamo di meno. “Baruffa” tra poco faceva svenire il tecnico Matteo Joris che lassù in alto, su quella sequenza di curve e sul salto prima del piano l’ha visto sciare in maniera perfetta. Ha concluso al sesto posto a 37 centesimi dalla medaglia. Ma chi se ne importa, l’urlo alla Tarzan di Stefano al traguardo la dice lunga su un risultato che rimane il migliore in carriera per l’atleta di Dervio, vicino a Lecco, 20 anni il prossimo 17 settembre, medaglia d’oro ai recenti Campionati Italiani Giovani in superG disputati a Caspoggio. Per un discesista, anzi per un interprete del gigante e dello slalom scaraventato nella velocità, che non sta più nella pelle per un risultato insperato ce ne sono tre che tengono lo sguardo basso. Andrea Ravelli undicesimo, Henri Battilani dodicesimo e Matteo De Vettori addirittura ventesimo. Globalmente, come squadra, avere 4 atleti nei primi 20 è un buon risultato, ma quando hai dei ragazzi che hanno tutte le carte in regola per conquistare una medaglia, un po’ di amaro in bocca ti rimane. Hanno tutti commesso lo stesso errore: linee troppo ampie in alto e velocità bassa sul piano dopo il salto, dove perdi ogni chance di vittoria. Non è dunque un disastro o una delusione, ma solo una chance perduta. Tra gli altri Azzurri Aaron Hofer è arrivato 25esimo ed Emanuele Buzzi 29esimo 

 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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