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Schladming SL M: Un podio giusto

 Medaglia d’oro, d’argento e di bornzo meritate. L’oro l’ha vinto il più forte, l’argento il numero due e il bronzo il numero 3. Un trionfo dello sport e dello spettacolo e per quel che ci riguarda il "fuori onda" di manfred Moelgg non deve farci disperare, perché Manni ha tirato alla morte e l’inforcata in slalom, si sa, è una canglia che può spuntare all’improvviso, anche dove non te lo aspetti. Amen, ma lo spettacolo è stato integro, vivo e magnifico, andato in scena dinnanzi a un pubblico da veri brividi. E infatti, quando marcel Hirscher si è accorto di aver vinto l’ìoro, si è tolto gli sci e ha cominciato a correre verso il pubblico sdraiandosi a pesce, come fanno i calciatori a fine partita. Applausi, e un grazie, perché la pressione che gravava sulle spalle di Marcel era spaventosa. Da giorni i giornali scrivevano: "E l’oro dov’è?" Solo Hirscher poteva portarlo e se non fosse accaduto sarebbero piombate critiche a non finire sul Wündeam". Felix Neureuther ci ha provato con la tecnica. Bellissimo da vedere con quella sicurezza garantita da una centralità pazzesca e un bacini immobile, con le gambe che vanno di que e di là come fossero britilli ma controllati. E poi Mario Matt che ha affrontato il muro finale da vero leader. Certo ci poteva stare il bronzo di Moelgg, ma sarebbe stata durissima stare davanti a Mario. E forse anche a Myhrer che ha tirato fuori nella manche finale la stoffa del campione che è. Peccato, ma ringraziamo questi funamboli dei rapid gates perché chi amam lo sci non può che essere soddisfatto. Un Mondiale carico di polemiche, scelte discutibili da parte della Fis, ma tuttosommato bellissimo, perché quando il campionato iridato si disputa in Austria non può che essre una grande festa onorata da un pubblico che regala allo sci tanto onore. E se di onore dobbiamo parlare, possiamo promuovere l’Italia che tortna a casa con l’Argento di Paris e di Nadia Fanchini, oltre al bronzo dello stesso Moelgg. Dai… ci siamo diveriti!

Per la cronaca, Patrick Thaler non è riuscito a tagliare il traguardo e Stefano Gross non è riuscito a fare la manche della vita. Ha concluso all’undicesimo posto e sinceramente la squadra dei nostri slalomisti forse meritava qualcosa di più. Ma si sa, lo slalom è una canaglia!

 1  2  53831 HIRSCHER Marcel  1989  AUT   55.56  55.47  1:51.03  
 2  3  201702 NEUREUTHER Felix  1984  GER   55.84  55.61  1:51.45  
 3  1  50707 MATT Mario  1979  AUT   56.12  55.56  1:51.68  
 4  5  501017 MYHRER Andre  1983  SWE   56.34  55.74  1:52.08  
 5  6  380260 KOSTELIC Ivica  1979  CRO   56.56  55.59  1:52.15  
 6  15  194364 PINTURAULT Alexis  1991  FRA   56.56  55.71  1:52.27  
 7  4  202462 DOPFER Fritz  1987  GER   56.22  56.30  1:52.52  
 8  9  501101 BYGGMARK Jens  1985  SWE   56.99  55.86  1:52.85  
 9  11  501111 HARGIN Mattias  1985  SWE   56.94  56.02  1:52.96  
 10  20  560355 VALENCIC Mitja  1978  SLO   57.75  55.45  1:53.20  
 11  14  293797 GROSS Stefano  1986  ITA   57.72  55.62  1:53.34  
 12  23  192665 GRANGE Jean-Baptiste  1984  FRA   57.36  56.10  1:53.46  
 13  12  50625 RAICH Benjamin  1978  AUT   56.55  57.07  1:53.62  
 14  24  102435 JANYK Michael  1982  CAN   58.05  55.76  1:53.81  
 15  36  700830 ZAMPA Adam  1990  SVK   58.64  55.25  1:53.89  
 16  34  180703 PALONIEMI Santeri  1993  FIN   58.33  55.70  1:54.03  
 17  21  511174 VOGEL Markus  1984  SUI   58.15  55.91  1:54.06  
 18  28  511127 GINI Marc  1984  SUI   58.65  55.49  1:54.14  
 19  38  301312 SASAKI Akira  1981  JPN   58.98  55.38  1:54.36  
 20  27  150644 KRYZL Krystof  1986  CZE   58.56  55.98  1:54.54  
 21  33  202437 LUITZ Stefan  1992  GER   58.62  56.04  1:54.66  
 22  30  194207 THEOLIER Steven  1990  FRA   59.44  55.79  1:55.23  
 23  29  421669 HAUGEN Leif Kristian  1987  NOR   59.59  55.95  1:55.54  
 24  52  561161 JAZBEC Patrick  1989  SLO   59.57  56.18  1:55.75  
 25  46  561148 SKUBE Matic  1988  SLO   59.90  57.55  1:57.45  
 26  35  193967 MUFFAT JEANDET Victor  1989  FRA   1:00.33  57.68  1:58.01  
 27  44  380290 SAMSAL Dalibor  1985  CRO   1:00.01  58.63  1:58.64  
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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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