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Sci alpinismo: Vertical up a Pinzolo

Per il secondo anno consecutivo il meranese Philip Götsch (Fishersports/Bogn da nia) è volato sul traguardo verticale della Tulot Audi quattro a Pinzolo aggiudicandosi la terza tappa del Vertical up tour. In 30 minuti e un secondo di tempo, con i ramponi ai piedi, tantissimo fiato e altrettanta forza nelle gambe, ha risalito i 900 metri di dislivello (lunghezza totale 2.600 m, partenza a 800 m sul livello del mare e arrivo a 1.700 m) della ripidissima pista che raggiunge, in alcuni punti, il 70% di pendenza.  Già  vincitore a Pinzolo nel 2016, Gaetsch ha bissato il successo della settimana scorsa sulla Saslong, in Val Gardena, superando il giudicariese Patrick Facchini (Team La Sportiva) di Roncone che, nel giorno del suo ventinovesimo compleanno, è salito sul secondo gradino del podio. Terzo nella prova gardenese, ha dovuto arrendersi all’irraggiungibile altoatesino. L’austriaco Dominik Salcher (Intersport Patrick), vincitore del Vertical up tour 2016 e attuale leader della classifica generale, a Pinzolo è giunto terzo dopo essersi misurato con i diretti contendenti al titolo Vertical up tour 2017. Lo stesso gradino del podio lo conquistò, a Pinzolo, anche nel 2016. Quarto l’atleta trentino Nicola Pedergnana del Brenta Team.

In campo femminile la più veloce a risalire i 900 metri della Tulot Audi quattro è stata la svizzera Victoria Kreuzer (Salomon Schweiz) con il super tempo di 37 minuti e 6 secondi che le ha permesso di prevalere sulla leader del tour, l’austriaca Susanne Mair (Union Raika Lienz). Al terzo un’altra austriaca: Verena Krenslehner Schmid (Maloja), atleta di mountain bike che nella prova della Val Gardena e in quella di Pinzolo si è scoperta forte anche nella corsa in montagna versione invernale.
Tra chi ha preferito le pelli per aggredire i muri della Tulot ha avuto la meglio Martin Anthamatten di Zermatt seguito dall’atleta di casa Alex Salvadori che gareggia per l’Alpin go Val Rendena.

Non è mancato alla prova di Pinzolo, l’atleta bellunese Moreno Pesce che ha concluso una nuova grande impresa superando i ripidissimi muri della Tulot Audi quattro con una gamba in fibra di carbonio.

Dopo le prove di Hinterstoder, Val Gardena e Madonna di Campiglio-Pinzolo, le prossime tappe del Tour, che si disputa sulle piste più famose della Coppa del Mondo di sci alpino affrontandole però al contrario, dal basso verso l’alto, saranno il 25 febbraio a Kitzbühel sulla mitica Streif e poi, il 25 marzo, per il gran finale, sulla grandiosa discesa del Lauberhorn a Wengen.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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