Gare

Senza Scarponi: gli squat a quattro ganci!

La rubrica “Senza Scarponi ” del Proff. Walter Stacco torna al “Move Different” del Centro Piscine di Vicenza per rilevare cosa accade nell’esecuzione degli squat a 4 ganci! È tutto regolare, tranquilli. È un modo per introdurre l’argomento della puntata. Volevamo ottenere una prova scientifica di quanto alcuni basici esercizi come gli squat restituiscano un risultato molto differente se effettuati con le scarpe e con gli scarponi. Per quale motivo? Perché cambia la biomeccanica del movimento e dunque l’equilibrio. Pertanto sarebbe conveniente, nella preparazione atletica, inserire esercizi anche con i 4 ganci. Per avere tali dati abbiamo avuto bisogno della collaborazione di due giovani atlete: Ludovica Loda e Angelica Bettoni.

Volevamo il dato scientifico.: ecco allora quello che siamo riusciti a ottenere.

SQUAT REALIZZATI CON LE SCARPE DA GINNASTICA

Nella valutazione a con le scarpe da ginnastica, quindi a corpo libero, possiamo notare come in quasi tutte le prove di squat vi sia la tendenza a ruotare il tronco leggermente verso sinistra. Il carico è centrato e talvolta sbilanciato di poco verso destra. Quando durante gli squat le ginocchia si flettevano allo stesso modo si notava una notevole differenza di abduzione dell’anca. Durante gli affondi si può notare un buon controllo delle ginocchia che non cedono in valgo, ma si nota un lieve compenso del tronco sia in rotazione che in flessione laterale.

SQUAT REALIZZATI CON GLI SCARPONI

Durante la prova effettuata con gli scarponi possiamo notare come vi sia, in ogni prova, la tendenza a sbilanciare il peso verso il lato sinistro. Questa asimmetria di carico, a causa del vincolo all’articolazione tibiotarsica, si ripercuote sulle ginocchia dove vi è una differenza importante in tutte le prove, con il
ginocchio sinistro che risulta sempre più flesso. In generale, è indubbio che con gli sacarponi c’è un netto miglioramento dell’equilibrio.

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.