Gare

SG Bormio: Paris da impazzire!

Sta venendo fuori il campione che è. Quel Campione che non è ancora riusito finora a venir fuori in tutto il suo vigore. Perché capita in qualche gara di rimanere fuori dai giochi. Ma oggi, nel superG di Bormio, terribile, quasi più della discesa, Dominik Paris ha fatto vedere qualità tecniche impressionanti. E siccome il suo must è la scorrevolezza, metti insieme tutto e viene fuori un capolavoro di atleta. Oggi la Stelvio era ancora più tosta di ieri perché il venticello notturno ha reso il manto nevoso ancora più duro. E qui Dominik ne ha tratto profitto perché più la guerra è dura, più cartucce ha nelle sue gambe che sono granitiche. Perdeva da Matthias Mayer 33/100 all’ultimo intermedio e quando la pista ha richiesto agli atleti energie di riserva Domme è riuscito a tirarle fuori e a fare la differenza. Un solo centesimo è stato sufficiente per togliere la soddisfazione all’austriaco di vincere. Terzo posto per Aleksander Aamodt Kilde che di centesimi ne ha presi 46 ma che salva la faccia alla Norvegia, con Kjetil Jansrud che non supera anche oggi la Carcentina e Aksel Lund Svindal che non ha più le ginocchia per sostenere forze così violente. E’ rimasto a bocca asciutta Vincent Kriechmayr , quarto a 4/100 dal podio, ma anche il nostro Christof Innerhofer avrà da smaltire una grande amarezza. Alla quinta porta la mano si infila nel palo e l’attrito lo fa roteare fino a fermare quasi del tutto la sua corsa. Il resto della sua gara è stato un vano tentativo isterico di recuperare il traguardo che però supera in piedi, per aver poi commesso un altro errore irrimediabile all’altezza dell’ultimo intermedio. Se l’è presa tantissimo per la regola del pettorale. Lui è decimo e come tale è costretto a indossare il numero 1 che in superG non è per nulla un vantaggio.
Ma questa due giorni di Bormio sono tutti nel nome di Dominik Paris che probabilmente segnerà il suo ingresso nel regno dei più grandi di sempre. Ora è lui l’uomo da battere ovunque. A Wengen e a Kitzbühel le prossime occasioni.
Per le statistiche, Dominik Paris con oggi sale a undici vittorie in Coppa del Mondo, nove in discesa, due in superG. Non ha ancora vinto una coppa di specialità e questo, per chi ha saputo vincere sulle piste più toste del mondo, vedi anche Kitzbühel, non è giustizia. Oggi parliamo di superG e non di discesa, ma sciando in questo modo c’è poca differenza. Certo è che occorrono piste di un certo livello, dove possono venir fuori le caratteristiche di chi ha “pelo”, di chi sa tirare fuori il massimo alle alte velocità e su terreni che non ti aiutano mai.

Dopo la caduta del norvegese Stian Saugestad (niente di grave) che ha costretto la giuria a fermare la gara per 20 minuti il sole ha scaldato la neve e nel primo ttatto diversi atleti hanno realizzato il miglior tempo, così tanto per far venire un po’ di brividi a Pris, Mayer e Kilde, ma poi, arrivati nel difficile, il tempo è lievitato per tutti.

Gli altri Azzurri:
Privi ancora di Peter Fill, alle prese con un fastidioso mal di schiena, Emanuele Buzzi ha concluso al 21esimo posto a  +2″36, poco più indietro Mattia Casse (+0,46) e Matteo Marsaglia (+3″20). Quasi 4 i secondi di gap per Alexander Prast: +3″87. Più o meno sullo stesso piano Federico Paini, + 4″2′ e Davide Cazzaniga, +4″53