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SG Femminile: perfezione Schmidhofer

Ci voleva la gara perfetta e Nicole Schmidhofer l’ha disegnata proprio così. Su un tracciato molto tortuoso, ricco di dossi e di curve strette, la 27enne austriaca non ha sbagliato proprio nulla, trovando un tempismo magnifico.

L’azione di Nicole Schmidhofer

Su un percorso del genere, disegnato dal nostro Rulfi, vincere con 33 centesimi su una tosta come Tina Weirather è una specie di miracolo tecnico. Che stava per compiere l’atleta del Liechtenstein, ma Tina si è trovata a tu per tu con una prota che stava per prendere in pieno. Una correzione istintiva le ha permesso di rimanere dentro e di mantenere comunque una buona velocità. Ma non è stato sufficiente per conquistare l’oro che è rimasto distante 33/100. Il bronzo lo ha meritato Lara Gut: a vedere la sua espressione, il podio peggiore della sua carriera. Normale, una come lei con un Mondiale a casa sua non può che accettare soltanto la vittoria. Invece si è dovuta accontentare del terzo posto a 36 centesimi dall’oro e a 3 dall’argento, ma solo e soltanto per un atteggiamento fin troppo cauto nel tratto dove avrebbe dovuto fare la differenza, ovvero, in quello centrale, dove ha cercato un’espasperazione della precisione a discapito della velocità. Per un attimo ha temuto anche di scendere dal podio quando la tedesca Viktoria Rebensburg si è trovata in testa alla gara fino a 300 metri dal traguardo, quando ha affrontato malamente la penultima curva facendole perdere troppa velocità: quarto posto tolto alla nostra migliore azzurra, Elena Curtoni, autrice di un’ottima prova davvero. E’ stata splendida su tutto il percorso, ma è stata troppo incerta, anche lei, nel tratto finale, dove ha rimediato il ritardo maggiore. Sono soltanto 55 i centesimi di ritardo dalla Schmidhofer. Purtroppo molti di più ne ha rimediati Sofia Goggia: 91 accumulati fin dalla prima parte pur

L’azione di Sofia Goggia

senza commettere errori. Un settimo posto che lascia non poca delusione. Meglio di lei ha fatto Federica Brignone, felicissima per l’ottavo posto a meno di mezzo secondo dal bronzo (stesso tempo della francese Tessa Worley). Male invece Francesca Marsaglia che non è mai entrata in gara (+1″94).

Come spesso capita a un Mondiale, dunque, l’oro non certo a una delle favorite, considerando che sia Lindsey Vonn che Anna Veith hanno tagliato il traguardo, fortunatamente senza alcuna conseguenza o cadute. Semplicemente cattivo tempismo e interpretzione sottovalutato di linee poco intuitive e forse anche un po’ insolite per un superG. Per Nicole Schmidhofer, invece, un solo podio in carriera in superG, quello di Cortina del 2013 quando finì seconda alle spalle di Viktoria Rebensburg e certamente mai una vittoria in nessuna competizione top. Poi solo qualche piazzamento, il migliore a Garmisch quest’anno, quarta. Oggi è stato il suo giorno. Onori a Nicole

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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