Il SuperG di Kitzbühel si decide sui dettagli e premia Marco Odermatt, primo in 1’08”41 con tre centesimi di margine sul compagno di squadra Franjo von Allmen. Terzo Stefan Babinsky, autore di una prova compatta, costruita sulla capacità di portare velocità fino all’ultimo salto e di tenere insieme i passaggi chiave della pista.
La gara prende forma nella parte alta, da interpretare in spinta, e si definisce tra Ausberg e traversa finale, letta come un unico settore lungo. Odermatt costruisce il vantaggio con ingresso pulito, appoggi stabili e gestione del lungo che gli consente di presentarsi all’ultimo tratto con velocità reale. Von Allmen replica con una linea studiata, particolarmente efficace nel finale, dove recupera terreno fino a chiudere a tre centesimi, confermando una notevole precisione esecutiva sulla Streif.
Alle spalle del duello svizzero, Babinsky trova continuità e misura: errore contenuto in Ausberg, assetto solido in traversa, rischi calcolati e una terza posizione che resiste all’arrivo dei pettorali più alti. Quarto Raphael Haaser, molto efficace nel tratto centrale, quinto Adrian Smiseth Sejersted, protagonista di un passaggio limite con lo sci destro che si alza in fase di appoggio e rientra in tempo per chiudere la porta, mantenendo controllo e velocità fino al traguardo.
Segnali solidi dall’Italia. Mattia Casse chiude sesto a 15/100 dal podio con una prova ordinata, settori centrali puliti e un finale che certifica uno stato di forma pienamente competitivo. Settimo Vincent Kriechmayr, molto efficace sulla traversa finale, dove recupera buona parte del ritardo accumulato nella parte alta.
Ottavi ex aequo Dominik Paris e Stefan Rogentin. Paris costruisce il risultato alternando spinta pura ed errori di linea, con una velocità di punta superiore ai 141 km/h che tiene la manche dentro i primi dieci. Rogentin trova il pari merito grazie a una traversa interpretata con direzione continua e assetto basso, soluzione che paga nel penultimo e ultimo rilevamento.
Decimo Christof Innerhofer, capace di rimanere agganciato alla gara nei settori centrali. Dodicesimo Giovanni Franzoni, veloce e diretto nella parte alta, efficace nel portare velocità, penalizzato da una linea troppo larga sulla diagonale, proprio nel punto in cui gli svizzeri hanno mostrato la soluzione più redditizia: ingresso stretto, rilascio immediato, uscita bassa. Ancora fuori giri Guglielmo Bosca e questo suona come una bocciatura per i Giochi, ma bisognerà attendere le valutazioni tecniche dello staff che dovrà valutare quel sesto posto ottenuto a inizio stagione quanto peso possa avere oggi. Marco Abbruzzese è velocissimo fino a metà poi sbaglia linea e butta via una gara che poteva segnare la sua carriera.
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