Gare

SG M. Beaver C. Reichelt scala reale

Mentre tutti aspettavano il poker di Jansrud, è arrivato l’"assolo" di Hannes Reichelt, autore di uno dei suoi celebri capolavori tecnici, l’ottavo della sua carriera (quinto superG). Più la pista è difficile e più lui si esalta. La firma del tracciato è del nostro Rulfi che Jansrud non ha saputo interpretre alla perfezione. perché per vincere oggi ci voleva proprio la perfezione assoluta: bennemo un centimetro di respiro, sempre in presa di spigolo sulla neve o in aria con tre salti dove si doveva viare in aria. Nell’ultimo volo Jansrud non è stato all’altezza della situazione si è beccato mezzo secondo solo lì. Così, dopo tre vittorie consecutive si deve consolare con la piazza d’onore. Povero! Che ricco invece Alexis Pinturault! Un colpo fortissimo contro un palo sul finire gli ha negato probabilmente la vittoria ma la giustizia divina lo ha accompagnato sul terzo gradino del podio. Non se lo aspettava nessuno, ma quando la classe c’è, prima o poi viene fuori. E’ passato agli Head quest’anno e un minimo di adattamento ci vuole sempre. Evidentemente sono due bombe e lui li sa sfruttare alla grande, soprattutto su tracciati così tecnici. A noi invece il percorso diseganto da Rulfi brucia, perché siamo tornati in hotel con un quarto e un quinto posto. I nomi sono quelli di Peter Fill e di Dominik Paris. Pazienza, hanno fatto comunue un’ottima gara: che bello vedere finalmente Peter Fill stringere i pugni e puntarli verso il cielo. Una gara non senza macchie, ma a parte Raichelt, tutti hanno avuto problemi per rimanere in pista e mantenere la linea. Questo risultato gli regala fiducia e ancor più convinzione di essere ancora uno dei migliori interpreti della specialità.

Di Dominik Paris che dire? C’è una lunghissima lista di superlativi assoluti. Che ognuno scelga quello che si addice di più. La verità è puramente tecnica: Domme riesce a stare molto bene sugli sci e ad essere morbido, morbido nonostante il peso notevole del suo fisico. Quindi, vietato anche solo pensare che sia uno slittone, per cui facilitato sui piani e in difficoltà sul tecnico. Questa pista, questo tracciato è uno dei più difficili e complicati del circuito. Ha commesso solo un errore per colpa di un dossetto malefico che ha tradito molti atleti, ma lui ha saputo reagire e a limitare i danni. Senza quella imprecisione, una curva a sinistra con cambio di pendenza, avrebbe probabilmente vinto. L’austriaco Georg Streitberger gli è stato davanti per tutta la gara fino all’ultimo dosso con compresisone malefica che lo ha costretto a sbandare al punto di stare dietro all’azzurro per soli 2 centesimi. Ci è piaciuto anchr Matteo marsaglia che ha raccolto un ottimo ottavo postoa 4 decimi da Fill a 1 secondo da Reichelt. Se su questa pista scia in questo modo significa che l’infortunio di ottobre è abbondantemente superato.

Christof Innerhofer, non è ancora quello che tutti conosciamo, ma ha affrontato la gara con un piglio differente rispetto alle gare precedenti. Certamente non puù essere contento della posizione, ma il distacco, ad esempio da Paris, è di soli 62/100. 

 Werner Heel ha sciato bene nel senso di aggressività. Non ha mai paura questo ragazzo che punta tutto sull’istinto più che sulla perfezione stilistica. Ha mollato la concentrazione solo nell’ultima parte dove ha accumulato il ritardo maggiore. 

In pista anche Marcel Hirscher, uscito e Ted Ligety undicesimo

RANK BIB NAME NAT TIME DIFF
1 14 REICHELT Hannes

 

AUT

1:12.78  
2 21 JANSRUD Kjetil

 

NOR

1:13.30 +0.52
3 25 PINTURAULT Alexis

 

FRA

1:13.40 +0.62
4 13 FILL Peter

 

ITA

1:13.44 +0.66
5 7 PARIS Dominik

 

ITA

1:13.60 +0.82
6 9 STREITBERGER Georg

 

AUT

1:13.62 +0.84
7 20 DEFAGO Didier

 

SUI

1:13.77 +0.99
8 26 MARSAGLIA Matteo

 

ITA

1:13.79 +1.01
9 10 JANKA Carlo

 

SUI

Tags

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

Add Comment

Click here to post a comment