Gare

Skicross da impazzire: Simone Deromedis è d’oro e Federico Tomasoni d’argento!

Una medaglia la speravamo. Ne sono arrivate due. E di quelle che cambiano il peso specifico di un’Olimpiade. Simone Deromedis è il nuovo campione olimpico dello skicross. Ma l’oro non basta, perché alle sue spalle c’è Federico Tomasoni, argento in una finale che entra nella storia dello sport azzurro. Doppietta italiana a Livigno, in una gara feroce, tecnica, fisica, da cuori forti. Il bronzo è dello svizzero Alex Fiva. Con questo risultato l’Italia sale a quota 29 medaglie, dieci delle quali d’oro. Numeri che raccontano un’Olimpiade straordinaria.

Una finale senza paura

In finale gli avversari erano il giapponese Satoshi Furuno e l’elvetico Alex Fiva. Ma fin dalla partenza è apparso chiaro che la gara si sarebbe giocata tra gli azzurri. Deromedis parte deciso, impone il ritmo, sceglie le traiettorie migliori nei tratti tecnici e non concede spazio. Tomasoni resta in scia, controlla, aspetta il momento giusto. Dietro, Fiva prova a restare agganciato, Furuno fatica a trovare continuità. Negli ultimi salti la corsa è già scritta: Deromedis taglia per primo, Tomasoni difende la seconda piazza. L’Italia è oro e argento.

Il Sole di Mati

L’argento di Federico Tomasoni ha un significato che va oltre lo sport. Sul casco brilla un sole. Il Sole di Mati. Un simbolo personale, intimo, che diventa messaggio universale. Non è solo un podio: è un gesto che racconta qualcosa di più profondo. La sua gara è stata costruita con intelligenza, solidità, pazienza. Nessuna sbavatura, nessuna esitazione nei punti chiave. Una prova da atleta maturo.

Il cammino verso la finale

La doppietta non nasce per caso. Nei quarti tre italiani e un canadese al via: Deromedis, Zuech e Tomasoni contro Howden. È subito battaglia. Deromedis e Tomasoni gestiscono le linee, evitano contatti inutili e si qualificano.

Negli ottavi tre italiani su quattro partenti nella stessa batteria. Si qualificano Deromedis e Zuech, mentre Zorzi chiude terzo e resta fuori. In semifinale gli azzurri fanno il vuoto. Deromedis primo, Tomasoni secondo. Sorpassi, controsorpassi, ritmo altissimo. Ma il risultato è chiaro: big final assicurata. Medaglia certa. Già nel seeding si era capito che l’Italia poteva giocarsela. Zuech ottavo tempo, Deromedis nono, Tomasoni diciassettesimo, Zorzi venticinquesimo. Margini, qualità, profondità.

Una generazione che osa

Lo skicross italiano compie un salto di qualità definitivo. Deromedis domina con autorevolezza, Tomasoni conferma una crescita continua. Non è un episodio, è un segnale. Livigno consegna all’Italia una pagina che resterà. Una gara da impazzire, una doppietta che sembrava un sogno e che invece è realtà. E questa volta non è solo un podio. È una dichiarazione.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

Add Comment

Click here to post a comment