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SL Adelboden: GROSSSSSSSSSSS

La vittoria era nell’aria ma tutti si aspettavano Patrick Thaler, invece è arrivato Stefano Gross che non era messo così male dopo la prima manche, quinto a 99/100 da Dopfer, ma la concorrenza era tanta, con Hirscher costretto alla manche della vita per recuperare da un’insolita terza posizione. Ma Stefano Gross, gara dopo gara stava dimostrando di sciare sempre meglio, sensazione confortata dalle classifiche in costante miglioramento. E oggi è accaduto: una seconda manche stupenda, dove è riuscito a mantenere una centralità spaventosa nonostante una neve molto difficile, dove non ha avuto paura di attaccare dalla prima porta. mna lui è così, vivacchiare non è mai stato il suo forte. Niente da dire: il manuale dello slalom, per tencica, coraggio e tattica. L’Italia impazzisce anche per il quarto posto di Giuliano Razzoli. D’accordo non è podio, ma pensare di vedere l’emiliano tra i primi tre è in questo momento molto difficile. D’ora in poi non sarà così, perché anche Giuliano sta sciando divinamente bene. Il baricentro non pende più così tanto sulle code e questa centralità regala sicurezza lla sua sciata.
Fritz Dopfer, dopo 5 podi con quattro secondi posti (Gigante di Soelden e slalom di Campiglio quest’anno, slalom di Kranjska Gora l’anno scorso e gigante di Adelboden 2 nel 2013) e due terzi (slalom Wengen 2012 e gigante Beaver Creek 2012) più 7 quarti posti, ancora una volta deve rimandare l’appuntamento con la vittoria, che a nostro parere non tarderà ad arrivare. Si dice che il tedesco sia bravissimo ma debole di psiche e che non riesca a tenere la tensione. Non sappiamo se sia così, a noi piace pensare che oggi abbia perduto per aver trovato sulla sua strada uno Stefano Gross straordinario che ha dovuto recuperare 99/100 dopo la prima manche. Peccato per Patrick Thaler, scivolato via più per un calo di tensione che per un errore tecnico. Aveva già perduto quasi tutto il vantaggio quando è uscito, ma non sarebbe riuscito a mettersi davanti. Rimane comunque lo sciatore più anziano a salire sul podio (Kitz 2014). Marcel Hirscher in una giornata diversa da quella di ieri, vuoi anche per un tipo di neve troppo soft, ha colto il terzo gradino del podio. Figuriamoci se si lascia perdere una tra le prime tre posizioni. Poteva essere anche la prima, considerando che Gross ha vinto con 2 centesimi su Dopfer e 3 su Hirscher, mentre Razzoli, quarto, ha accusato 55/100 dal suo compagno di squadra. Tra i classificati anche Manfred Moelgg: ha fatto ciò che al massimo riesce a portare a casa in questa fase di feeling con la gara, dopo una sosta forzata di 150 giorni, provicata dalla rottura del tendine d’Achille. Dopo aver deciso, ieri sera, di continuare e non "difendersi" dietro allo status di infortunato, oggi ha concluso in diciasettesima posizione.

RANK BIB NAME NAT RUN 1 RK1 RUN 2 RK2 TOTAL DIFF
1 13 GROSS Stefano

 

ITA

+0.99 5 +0.66 7 1:56.70  
2 1 DOPFER Fritz

 

GER

56.21 1 +1.67 22 1:56.72 +0.02
3 3 HIRSCHER Marcel

 

AUT

+0.75 3 +0.93 14 1:56.73 +0.03
4 24 RAZZOLI Giuliano

 

ITA

+1.10 9 +1.10 17 1:57.25 +0.55
5 7 KRISTOFFERSEN Henrik

 

NOR

+1.09 8 +1.12 18 1:57.26 +0.56
6 9 GRANGE Jean-Baptiste

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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