Si profila una battaglia a stelle e strisce nello slalom di Flachau, che ha accolto la Coppa del Mondo sulla mitica pista intitolata a Hermann Maier, con una temperatura sopra lo zero. Al comando c’è Mikaela Shiffrin, con appena 12/100 di vantaggio sulla compagna di squadra Paula Moltzan. Due interpretazioni opposte: precisa, pulita e composta quella della regina, potente e acrobatica quella di Paula, sempre al limite, pronta a rischiare l’impossibile confidando in un’abilità naturale costruita sulla dinamicità.
Il numeroso pubblico di casa affida le proprie speranze a Katharina Truppe, che ha sfruttato bene il pettorale numero 1 su una pista che ha iniziato a segnarsi quasi subito. Da recuperare ci sono 35 centesimi su Shiffrin. Subito dopo ecco Camille Rast, che potrebbe aver risentito dei postumi dell’influenza accusata nei giorni scorsi. Ha sofferto i numerosi solchi presenti sul terreno, mostrando una certa passività nei tratti più rovinati. La forma, però, non è scomparsa: la seconda manche sarà inevitabilmente all’arrembaggio, per provare a rientrare almeno in zona podio, partendo da un ritardo di 78/100.
A due centesimi da Rast troviamo Anna Swenn Larsson, con Wendy Holdener a 8 decimi netti, di poco più veloce di Emma Aicher. I giochi sembrano fermarsi qui, perché alle spalle inizia un’altra classifica. All’ottavo posto c’è Sara Hector, staccata di 1”66, a fare da linea di confine tra il primo gruppo e il secondo, quello delle favorite deluse: St-Germain scivola a +2”35, Lena Dürr a +2”41, Katharina Huber a +2”66, Lara Colturi a +2”66 e Zrinka Ljutić addirittura a +3”18.
Se la croata appare smarrita e la tedesca Dürr irriconoscibile, come già nelle ultime uscite, Lara Colturi ha compiuto un vero miracolo per restare nel tracciato. A meno di un gesto sportivo extraterrestre, però, le possibilità di podio sembrano ormai svanite.
Lara Della Mea, senza una condizione fisico-atletica straordinaria, sarebbe probabilmente uscita. Gli errori sono stati provocati da una pista che, atleta dopo atleta, si è scavata molto, anche per l’assenza di barratura. Poco meno di tre secondi il suo ritardo, che vale la diciannovesima posizione. Ha cercato di sciare dentro le buche non ancora scavate bene, ma ha sbagliato proprio in prossimità dei due piani, perdendo diversi decimi.
Più composta, ma anche più prudente, Martina Peterlini, che chiude subito alle spalle di Lara, staccata di appena 2/100. Su una pista così rovinata va segnalata l’ottima prova dell’elvetica Eliane Christen che, con il pettorale 22, conquista un’insperata nona posizione a +1”97, di poco migliore di Katharina Gallhuber: un segnale evidente che, con un’azione più convincente, il distacco si poteva contenere almeno in parte. Per ora, accontentiamoci della qualificazione.
Non hanno superato il traguardo Emilia Mondinelli e Beatrice Sola, mentre Giulia Valleriani si è fermata in 34esima piazza a +4″53. Niente da fare anche per Giada D’antonio che col 70 commette un errrore grave che si porta dietro per tre porte ma decide di rientrare e tsgliare il traguardo. Sarà squalificata. Peccsto per dopo di lei, col 71, l’israeliana Noa Szollos ha preso la trentesima posizione, impresa sottolineata da una esplosione del pubblico.
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