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SL MAN ZAGABRIA: Hirscher mostra i muscoli

Alla decima porta sembrava fuori, completamente arretrato, si è aggrappayto ai quadricipiti e si è salvato miracolosamente. Si pensava, avrà perso almeno mezzo secondo, invece quello è rimasto il miglior primo intertempo (grange a parte)  e così pure al secondo rilevamento, nonostante un atteggiamento sempre al limite del lecito a livello di centralità. Non c’erano riferimenti, ma già col numero tre di pettorale, considerando che il 2 Mario Matt era uscito dopo quindici secondi di gara (quarta volta questa stagione), ci si è accorti di come sarebbero andate le cose: lo svedese Hargin, senza errori,  si è beccato 77/100! Alle sue spalle la sorpresa della giornata, l’americano David Chodounsky (E Brandenburg gli era dvaanti prima di uscire) che con il 26 di pettorale è stato davanti anche a Hirscher fino a metà gara per poi prendere irrimediabilmente, colpa a che i segni sul tratto fin ale, 79/100, due in meno del tedesco Felix Neureuther. Quindi, il compagno del leader di specialità Fritz Dopfer a 89/100 e il russo Khoroshlov, sesto a 99/100. Stefano Gross, settimo a 1 e 19, è stato superlativo fino a metà gara. Rispetto a Hirscher 1 centesimo di ritardo al primo intertempo, 33 al secondo e poi 86/100 fino al traguardo. E’ finito in una buchetta sul piano che precedeva il ripido e infinito tratto conclusivo. Su una neve dura, molto faticosa e una manche da quasi un minuto (57"26 il tempo di Hirscher) ha faticato non poco Patrick Thaler, quattordicesimo, autore di un errore grave a metà pista dopo un avvio convinvente. 1 e 95 il ritardo accumulato, 9/100 in meno di Manfred Moelgg che è tornato in pista dopo la rottura del tendine d’achillo rimediato quest’estate. Bravo è dir poco! Manni, sedicesimo, è riuscito a mettersi dietro due cannoni come Larsson e Byggmark e a prendere solo 8/100 dal signor Raich. Per i nostri colori rimane un grande rammarico: una manche straordinaria di Giuliano Razzoli che al secondo rilevamento aveva un ritardo di appena 13/100, quindi abbindantemente in linea per piazzarsi secondo o addirittura davanti a Hirscher, ma poi è arrivato l’errore fatale: un arretramento irrimediabile che lo ha fatto andar dritto in mezzo a tre angoli acuti. Il miglior Razzoli degli ultimi anni, non premiato da un risultato che poteva faci sognare. E’muscito dopo poche porte Giordano ROnci che pare abbia proprio perduto la forma che sembrava avesse a inizio stagione. Erroraccio a 4 porte dal traguardo per Christian Deville che sarebbe riuscito a qualificarsi, mentre Tonetti non è riuscito a superare il muro finale.
Da sottolineare la performance dello svizzero Daniel Yule, che si è presentato in pista col 24, con due vittorie conseguite negli ultimi due slalom di Coppa Europa ed ha ottenuto la nona posizione. Applausi. 
Sarà una seconda manche di grandi emozioni, considerando che, Hirscher a parte, ci sono alneno 13/14 atleti che possono finire sul podio

Ranking

RANK BIB NAME NAT TIME DIFF
1 1 HIRSCHER Marcel

 

AUT

57.26  
2 3 HARGIN Mattias

 

SWE

58.03 +0.77
3 26 CHODOUNSKY David

 

USA

58.05 +0.79
4 6 NEUREUTHER Felix

 

GER

58.13 +0.87
5 4 DOPFER Fritz

 

GER

58.15 +0.89
6 11 KHOROSHILOV Alexander

 

RUS

58.25 +0.99
7 8 GROSS Stefano

 

ITA

58.45 +1.19
8 18 SOLEVAAG Sebastian-Foss

 

NOR

58.48 +1.22
9 24 YULE Daniel

 

SUI

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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