Henrik Kristoffersen vince per la quinta volta in carriera lo slalom di Schladming e conferma il suo rapporto speciale con la Planai. Il norvegese costruisce la vittoria con una gara solida, sempre in controllo, chiudendo davanti al connazionale Atle Lie McGrath, secondo a 34 centesimi. Terzo posto per uno straordinario Clément Noël, protagonista della manche più spettacolare della serata.

Quando Atle Lie McGrath taglia il traguardo, Henrik Kristoffersen cede. Scoppia in un pianto irrefrenabile, quello che arriva quando la tensione accumulata per mesi trova finalmente uno sfogo. È gioia, è sollievo, è anche rabbia che si dissolve. Kristoffersen è un campione assoluto che porta ancora addosso il peso delle aspettative: quelle di chi ha vinto tanto, di chi ha vissuto lo slalom nel tempo dei duelli porta a porta con Marcel Hirscher, quando vincere era il frutto di un testa a testa stimolante.

Henrik, Atle Lie, ma non solo: la Planai ha assistito a un altro spettacolo:
La seconda manche di Noël: uno dei momenti tecnici più alti visti sulla magica pista di Schladming. Su un tracciato ostico, nervoso, dove anche il minimo errore costava decimi pesanti, il francese scende con leggerezza e aggressività, trovando ritmo e continuità. Ne esce una manche di livello olimpico, lui che un oro ai Giochi lo ha già conquistato. Non vince, ma se la gode tutta.

Seduto sulla poltrona del leader, Noël assiste a una sequenza impressionante: Lucas Pinheiro Braathen non riesce a spingere (4°), Eduard Hallberg esce, Paco Rassat esce, Loïc Meillard esce. La Planai presenta il conto. Poi arriva Henrik Kristoffersen, che tiene la linea, gestisce i passaggi chiave e va a prendersi la vittoria.
Segnali incoraggianti anche da Alex Vinatzer. L’azzurro firma finalmente una seconda manche di qualità: non una prova da strappare la neve, ma una discesa precisa, ordinata, costruita bene lungo tutto il tracciato.

Nella parte alta avrebbe potuto osare di più, come nella prima manche, ma nel muro conclusivo – il tratto più difficile da interpretare – mette insieme una sequenza efficace. Il distacco accumulato nel primo giro (+1”99) tiene lontano il podio, ma Vinatzer risale sei posizioni e chiude settimo, togliendosi anche la soddisfazione di girarsi al traguardo e vedere alle sue spalle Manuel Feller, vincitore a Kitzbühel, e Tanguy Nef, presenza costante ai vertici dello slalom. Un risultato che pesa sul morale.

Undicesimo posto per Tommaso Sala. Il brianzolo ci prova, ma proprio nel punto in cui Vinatzer riesce a fare la differenza sporca un paio di passaggi, pagando al traguardo tre o quattro decimi. La gara resta solida e il piazzamento può rappresentare una spinta importante.
A infiammare il pubblico di casa ci pensa Joshua Sturm. Ventottesimo dopo la prima manche, l’austriaco risale quattordici posizioni con una seconda manche generosa, nonostante un errore marcato nel finale, cedendo la testa solo con la discesa del norvegese Erik Hystad Solberg. Dopo il dodicesimo posto in gigante, Sturm chiude tredicesimo anche nello slalom. Solberg, 23 anni, firma invece l’ottavo posto, il miglior risultato di una carriera ancora agli inizi.
In chiave coppa, Lucas cede il pettorale rosso a McGrath per un solo punto. Li vicino c’è Noël a – 17 punti. Vinatzer guadagna tre posizioni e sale in 13esima piazza, 15esimo in starting list. Sala ancora meglio: salta 5 piazze e si ritrova 19esimo.
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