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Sl Semmering: ruoli ripristinati

Come dire, tutto è tornato nella nornalità. Basta stringere la distanza tra le porte e il gioco è fatto. Già, perché Mikaela Shiffrin in slalom, rispetto al gigante, riesce a fare la differenza con grande semplicità. la sua azione è una danza ritmica che non si interrompe mai. Uno spettacolo andato in scena anche nella prima manche dello slalom di Semmering, dove l’americana comanda con 48/100 di vantaggio su Petra Vlhova, che torna nel ruolo di chi può solo sperare in qualcosa di inaspettato per vincere.

E’ un ruolo importante e molto difficile da sostenere, ma la pupilla di Magoni ha le “spalle” per poterlo recitare alla grande. La vincitrice del gigante di ieri si trova alle spalle la svedese Frida Hansdotter che non molla mai forte della sua precisione quasi costante. Il gap sulla Vlhova è impercettibile: 4/100. Decisamente più indietro l’elvetica Wendy Holdener che troppo spesso eccede con l’irruenza e la grinta. Questo la frega troppo spesso perché tale azione crera attriti inutili. Fisicamente è la più forte di tutte, le manca solo un po’ di leggerezza, quella che ti spinge le spatole verso il basso e non l’alto. E’ quarta a 96/100, 8 centesimi più veloce della svedese Anna Swenn Larsson, 21 sulla prima austriaca Katharina Liensberger, tradita da un errore evitabile che le ha tolto quasi un secondo, quindi occhio alla seconda.
Non è messa malissimo Irene Curtoni, ottava, che è meno rapida delle prime ma riesce a mantenere sempre un’adeguata centralità. 1″67 il suo ritardo, può ambire a un buon piazzamento, più di Chiara Costazza , dodicesima, che ne ha combinate un po’ troppe, tanto da caricarsi il peso di 2 secondi e 23 centesimi.

La maledizione ha colpito invece la beniamina di casa Bernadette Schild che ha inforcato la prima porta. C’è poco da dire, non dovrebbe succedere ma capita anche alle più grandi. Il suo pianto al traguardo merita l’abbraccio di tutti.

Ben diversa l’infocrata della norvegese Nina Haver-Loeseth che a poche porte dal traguardo ha inforcato con annessa rotazione del ginocchio destro. Ha recuperato il parterre con l’aiuto dei sanitari di pista. La rotazione c’è stata, speriamo non sia stata totale.

La pista, meno pappa di ieri grazie a un’deguata barratura non ha comunque lasciato scampo ai numeri dal 20 in poi. Difficile fare la linea, facile commettere errori, normale tagliare il traguardo con ritardi pesantissimi. 2″97 il gap di Federica Brignone che per via di quanto detto e di numerosi out, si ritrova in quindicesima posizione nel momento in cui ha tagliato il traguardo. vedremo se riuscirà a mantenere questa notevole piazza alla fine della manche.Più alto il ritardo registrato da Lara Della Mea ma con 3″70 oggi si è 23esime e se rimarrà così sarà festa perché 4 Azzurre in slalom qualificate per la seconda manche non si vedevano da tempo. Da notare che Lara non era mai riuscita a qualificarsi per la seconda manche in Coppa del Mondo. E’ un ottimo segnale anche se il percorso per avanzare verso l’eccellenza è ancora lungo.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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