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SL WENGEN Solo Felix meglio di Gross

Che bravo Felix Neureuther, il tedesco può sbagliare una gara, forse due, ma poi viene fuori e qui a Wengen è tornato lo slalomista che conosciamo: una manche spettacolare! Ha annullato le buchette, proprio come se avesse sciato sul liscio. Mostruoso, imbattibile (quando non c’è Hirscher, uscito nella prima manche), 20 centesimi più veloce di Stefano Gross che… ragazzi, ormai è tornato protagonista assoluto: primo ad Adelboden, secondo qui a Wengen, uno dei templi del Grande Sci. Che felicità! Lo svedese Hargin, come spesso gli capita, non ha retto nella manche conslusiva la tensione, dopo aver concluso la prima in testa. E’ finito sesto, quindi dietro anche al norvegese Kristoffersen, bravo a mettersi dietro una concorrenza agguerritissima. Il norvegese è stato molto rapido, questa è la sua caratteristica, ma ci vuole qualche chilo di muscoli in più su questi tracciati così faticosi.Tanto di cappello ad Alexis Pinturault. Il francesino è un vero combattente e su un tracciato già parecchio segnato è riuscito a tenere linee intelligenti e a fare un gran bel tempo, che gli ha fruttato un ottimo quarto posto L’adattamento ai nuovi materiali (Head) sono terminati ed ora può mettere in pratica tutta la sua classe. Il russo Khoroshilov, quinto, non ce l’ha, ma madre natura lo ha dotato di una reattività che riesce a compensare numeri pazzeschi che fa sempre tra i rapid gates. Davvero divertente da vedere. 
Non si può dire "avanti i giovani", la seconda prova del francese Jean Baptiste Grange è stata una dimostrazione di classe assoluta. Non male per un atleta che nel fiore della sua esposione si è fermato per rimettere a posto una spalla e due goinocchia! Sempre appiccicato ai pali e un’eleganza nell’azione da far invidia anche al miglior Thaler! Ha fatto la differenza sul muro e crediamo che nessuno abbia saputo fare meglio di lui in quel tratto. Dodicesimo dopo la prima manche, ha concluso in ottava posizione, alle spalle del tedesco Dopfer, troppo precisino laddove bisognava indossare i panni dei giullari.         

Dopo la discesa del norvegese Norbotten, la gara è stata fermata per consentire all’elicottero di procedere con un intervento di soccorso per un inserviente di pista che si è sentito male. 

Da sottolineare la buona prova del "vecchietto" Reinfried Herbst, classe 78, nove slalom vinti, l’ultimo nel 2010 a Kranjska Gora, che ha tenuto a lunga la testa, fino alla bellissima discesa di Lizeroux (undicesimo), altro "vecchietto", finendo poi al   14esimo posto. Cosa vuol dire l’esperienza…
 Mario Matt ha trovato (forse) un erede: si chiama Michael ed è suo fratello, classe ’93: col 63 si è qualificato per la seconda ed ha sfruttato perfettamente l’opportunità che la sua ottima prima manche gli ha regalato: 17esimo classificato, 18 centesimi meglio del fratellone (classe 79!) e miglior tempo di manche. Christian Deville non è invece riuscito a sfriuttare bene l’ìopportunità di una partenza a pista praticamente liscia. E’ partito sparando a tutta ma quando si è affacciato sul muro, lo stesso della prima manche, si è irrigidito e ha tirato a campare. Si è comunque classificato in       25esima posizione e indossando il pettorale numero 66 non è male. Manche fotocopia per Manfred Moelgg: bene nella prima parte e freno tirato sul ripid, uguale 28esima piazza. Identica situazione per  Patrick Thaler, incapace di cambiar manche e rispetto solo per lo stile. Ci vuole ben più rischio e cattiveria per scalare le classifiche, esercizio che è capacissimo di mettere in pratica molto spesso. A Wengen si è accontentato di concludere tredicesino.

Felix Neureuther  a Kitzbühel si presenterà col pettortale rosso di leader. 

RANK BIB NAME NAT RUN 1 RK1 RUN 2 RK2 TOTAL DIFF
1 7 NEUREUTHER Felix

 

GER

+0.55 5 +0.31 2 1:46.93  
2 5 GROSS Stefano

 

ITA

+0.14 2 +0.92 12 1:47.13 +0.20
3 4 KRISTOFFERSEN Henrik

 

NOR

+0.32 3 +0.98 16 1:47.37 +0.44
4 16 PINTURAULT Alexis

 

FRA

+1.00 8 +0.46 4 1:47.53 +0.60
5 13 KHOROSHILOV Alexander

 

RUS

+0.77 6 +0.94 15 1:47.78 +0.85
6 6

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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