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SL Zagabria: Schwarz fa l’Hirscher

Naturalmente è ancora fantasci ma nella prima manche dello slalom di Zagabria è andata in onda una scena che finora non avevamo ancora visto finora. Un’azione incredibilmente efficace di Marco Schwarz in uno slalom per velocisti. Sembrava impossibile fare meglio di Marcel Hirscher che ci ha regalato il solito show, delizia per gli occchi. Eppure, con un’azione estremamente pulita si è avvantaggiato di 2 decimi nel primo tratto per poi incrementare fino al traguardo, soprattutto sul piano centrale. Si sapeva che era informa, (2° a Campiglio, 1° nel parallelo di Oslo), ma potesse fino a questo punto non se lo immaginava nessuno. Merito di una tracciatura tutta dritta che bene si confà alle sue caratteristiche? Vedremo che accadrà nella seconda e negli slalom a seguir,e ma abbiamo il sospetto che Hirscher abbia trovato un suo erede.
Henrik Kristoffersen, sempre bellissima la sua azione, è quarto a 7 decimi, tallonato da un ottimo Alexis Pinturault che rispetto al norvegese paga solo 7 centesimi. Poi il baby fenomeno Clement Noel, classe ’97, a nozze su questi pettini e ritmi rapidissimi (+0,78). Quindi i soliti svizzeri: Ramon Zenhaeseurn +0,81, Daniel Yule +0,88. Quindi, possiamo dirlo, in otto per il podio. Poi inizia una seconda classifica con ritardi più pesanti. Un gruppo di inseguitori comandato dal sempiterno francese Julien Lizeroux, nono a +1″17 e da un altro austriaco, Christian Hirschbuehel, decimo a 1″18. Quindi Luca Aerni, + 1″28 che ha anticipato Jean Baptiste Grange (+1″43) e il nostro Manni Moelgg, 13esimo a +1″52 e bravo a stare davanti a Meillard, Foss-Solevaag e Ryding. Stava andando meglio di Manfred Stefano Gross, ma poi nelle porte finali ha combinato un piccolo pasticcio e il ritardo è lievitato a +2″19. E’ a rischio qualificazione. (28esimo dopo i primi 45). Ma bisogna anche dire che questa volta la pista non ha tenuto come a Campiglio per via dell’umidità che ha provocato la formazione di piccoli scalini. Poca roba ma qualche decimo è da addebitare a questo, anche se Manuel Feller e Vincent Noel scendendo con il 14 e il 18 hanno smentito questa tesi. Ma qui entra in campo però anche il talento. Quando c’è il risultato arriva, neve o non neve.
La gara di Alex Vinatzer è durata invece solo una decina di porte, inforcata provocata da un errore di peso: arretratissimo! C’è l’ha fatta alla stra grande invece Giuliano Razzoli che dopo essere tramsitato al primo intermedio con 1″08 di ritardo è riuscito a completare i restanti due terzi di gara sui ritmi dei migliori, concludendo con un gap di 1″75. Ma le belle notizi non si fermano qui, perché  Riccardo Tonetti al suo primo slalom stagionale ha fatto ancora meglio, piazzandosi 17esimo a +1″71. Fuori dai 30 invece Florian Bacher, 43esimo

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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