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SL Zagabria: Shiffrin umiliante

Mikaela Shiffrin, in uno slalom apparentemente noioso, ha impartito l’ennesima lezione di sci a tutte. E’ solo la prima manche, ma tutto è stato così eloquente… Wendy Holdener che ama il ghiaccio perché la sua sciata grintosa trova proprio sul duro il massimo vantaggio, è staccata di 1″15. Poco più in là Petra Vlhova che è partita molto bene per poi rallentare il suo ritmo nelle ultime 20 porte. Perde 1″34, ma nessuna potrà infastidirla perché il quarto posto di Anna Swenn Larsson è lontano, a 2″09. Peggio ancora la sua capitata Frida Hansdotter, quinta a +2″36. Le austriache sono sparite:, anche se il percorso è stato disegnato dal loro allenatore Liensberger a 2″55, Schild a +3″36. per carità, psosono ottenere un buon piazzamento perché tutte hanno superato il traguardo con un fardello pesantissimo. Ritardo per ritardo le nostre non hanno sfigurato se consideriamo la posizione: ottava Chiara Costazza a +3″‘3 (1 centesimo più veloce di Gisin, 2 di Truppe) ed è stata brava perché poco prima, nel riscaldamento, si era procurata una dolorosa botta al ginocchio. L’esperienza è venuta fuori per portare gli sci al traguardo con dignità. 13° invece Irene Curtoni che era partita meglio di Chiara, ma poi, sul piano, non ha trovato il modo di fare velocità e il suo ritardo è lievitato fino a +3″27.
Perché simili ritardi? La parte centrale ha creato la maggior parte del gap. Terreno pianeggiante e tanto ritmo dove era necessario essere efficaci nei collegamenti, deformando lo sci a inizio curva e mantenendo pressione sullo sci fino alla fine per consentire di mantenere una certa velocità. Un’azione molto complicata che solo Miki è capace di fare.
Nessun numero alto è riuscito a infilarsi tra le migliori, ma non certo per colpa della pista che è rimasta identica per quasi tutte le atlete. Compliemnti però a due ragazze: all’austriaca Franziska Gritsch sedicesima a 3″66 con il pettorale 48 e all’americana Paula Moltzan che col 28 si è classificata al 12esimo posto a 3″26. E un brava dobbiamo dirlo anche alla nostra baby slalomista Lara Della Mea che ha chiuso con un ritardo di 4″34 chiudendo in 26esima posizione. E’ la seconda qualifica di fila, dopo quella di Semmering quando poi terminò 16esima. Fuori invece Marta Rossetti, che ha chiuso in 41esima piazza a 63/100 dalla qualifica. Ma stava per farcela. Al scondo intermedio è transitata con 23° miglior parziale, poi è come se avesse ceduto fisicamente. Ha perduto la linea sul finale ed ha dovuto arrancare per rimanere dentro. Tanto rammarico per Anita Gulli che probabilmente ce l’avrebbe fatta ma è uscita a una porta dal traguardo. Ha cominciato ad arretrare pian piano, fino a superare il limite invalicabile. Abbiamo però constatao un bel modo di sciare, senza freni e con grande impeto. Possiamo guardare al futuro con molta fiducia, in attesa di rivedere all’opera anche la Peterlini, ferma per infortunio, che in teoria è più forte di Marta e Anita.
Seconda manche alle 16:00

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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