Al comando della prima manche dello slalom di Adelboden si porta Henrik Kristoffersen. Linea progressiva nella parte alta, costruzione paziente sul ritmo, accelerazione netta nel finale: il miglior quarto settore della manche mette ordine su una Chuenisbärgli compatta e selettiva. Dopo cinque slalom stagionali con cinque vincitori diversi, il norvegese si ritrova davanti a tutti in una giornata che apre finalmente uno spazio concreto anche per lui.
Alle spalle, Atle Lie McGrath conferma solidità e continuità. Sciata compatta, ingresso deciso sul ripido, gestione pulita delle transizioni. Il secondo posto a 28 centesimi racconta una manche costruita senza sbavature evidenti, con margine soprattutto nel tratto centrale.
Subito dietro, Eduard Hallberg firma una prova di grande personalità. Pettorale alto, nessuna riverenza, prima parte di livello assoluto e capacità di restare dentro il ritmo anche quando la pista si stringe. Terzo tempo a 29 centesimi, ormai profilo stabile da outsider di lusso.
La Francia piazza due carte pesanti. Paco Rassat costruisce la manche su un avvio molto aggressivo, sci che mordono subito e linee dirette. Un errore nel tratto finale gli costa decimi importanti, quarto a 36 centesimi. Clément Noël lavora più di sensibilità: fase iniziale controllata, muro interpretato con precisione, finale in progressione. Sesto a 44 centesimi, pienamente dentro la gara.
Tra i protagonisti di casa, Loïc Meillard trova una manche ordinata, senza strappi, con una gestione efficace del ritmo. Quinto a 38 centesimi, posizione ideale per attaccare nella seconda. Più articolata la prova di Tanguy Nef: terzo settore eccellente, il migliore di tutti, paga qualcosa nella parte alta. Nono a 61 centesimi, con spazio tecnico per risalire.
In evidenza anche Lucas Pinheiro Braathen, settimo a 45 centesimi. Sciata fluida, qualche scelta più prudente nel tratto centrale, velocità che cresce nel finale. Manuel Feller resta nel mezzo secondo: tocco con lo scarpone sul muro, equilibrio salvato, ottava posizione che mantiene tutto aperto.
La classifica racconta una manche cortissima: dal primo al quindicesimo poco più di un secondo e mezzo. Un tracciato che invita all’attacco ragionato, dove ogni dettaglio pesa.
Capitolo azzurro: Alex Vinatzer chiude a +1”52. Sciata molto controllata, linee più larghe del consueto, gestione orientata alla sicurezza. L’uscita di Campiglio lascia tracce sul piano emotivo, la qualità resta intatta. La seconda manche offrirà spazio per liberarsi e risalire. È di +2″73 il ritardo di Tommaso Sala (+2″73) che non riesce quasi mai a trovare il ritmo giusto. C’è da dire che non ci sono stati inserimenti significativi da dietro e questo può significare che i segni sul tracciato, comunque ben preparato, un po’ hanno interferito. Meglio di lui ha fatto Tobias Kastlunger che segna +2″17, che sin qualifica co0l 29esimo tempo a +2″59. ma la notizia pi ùbella è forse la prima qualifica di Corrado Barbera che ottiene il 28esimo tempo col pettorale 66. Fuori di poco, invece Matteo Canins e Tommaso Saccardi.
Fuori subito Timon Haugan, inforcata nella parte alta dopo un avvio brillante. Pettorale rosso che cambia padrone, slalom che conferma una stagione dall’equilibrio totale.
La seconda manche resta completamente aperta. Qui bastano pochi centesimi per riscrivere tutto.






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