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Slalom Flachau, comanda il solito Foss-Solevaag, gara apertissima

Dopo la prima manche del secondo slalom di Flachau, in una gara apertissima comanda il solito Sebastian Foss-Solevagg, specializzato nel best time delle prime manche. Sarà la volta buona per fare il colpaccio? Sarà durissima perché, gli austriaci anche oggi sono sul piede di guerra. Oltre a Manuel Feller e a Marco Schwarz, rispettivamente terzi e quarti a +0,29 e +0,34, si è aggiunto Fabio Gstrein, bravissimo col 18 a concludere al secondo posto con 27 centesimi dal norvegese.

E poi occhio perché oggi c’è un Kristoffersen diverso da quello visto ieri. Non è ancora al top, ma le sue seconde manche le conosciamo molto bene. L’asso norvegese è sesto a +0,51 appena dietro a Loic Meillard, sempre nei premi in ogni gara, a 1 solo centesimo da Schwarz.

Altri big rimangono in corsa. A partire da Alexis Pinturault che su un percorso più filante, si è trovato molto bene, fino a chiudere a 68 centesimi da Foss-Solevaag. E poi attenzione a Dave Ryding in grande spolvero, nono a +0,81, tallonato dal veterano Khoroshlov a +0,88.

E se Daniel Yule e Ramon Zenhaeusern a oltre un secondo sembrano ancora non pervenuti c’è un Luca Aerni che è tornato ufficialmente tra i grandi. Dopo l’ottima prestazione di ieri, questa mattina ha staccato il settimo tempo a soli 6 decimi.

Segni di risveglio in Casa Azzurra

Simon Maurberger ha concluso a 1″10 con un’azione efficace su tutto il percorso. Poteva fare ancora meglio Stefano Gross se non si fosse un po’ impiantato sul piano finale a 5 porte dal traguardo, il che ha fatto lievitare il suo tempo di 3/4 decimi. Si trova in 14esima piazza a +1″13, proprio dietro a Simon. E poi c’è il Razzo che ha rischiato in ogni passaggio. Qualche grattatina lo ha costretto a pagare 1″44. Speriamo riesca a rimanere dentro.

Purtroppo niente di buono dalle parti di Alex Vinatzer. Se per stare dentro deve tirare su così tanto il piede… Perde 1″59 il 21enne altoatesino e questo significa che è davvero dura rimanere dentro. Per Tommaso Sala e Federico Liberatore che superano i due secondi di ritardo, il verdetto è già certo: fuori dai trenta.

 

LA CLASSIFICA

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.