Atle Lie McGrath chiude al comando la prima manche dello slalom olimpico maschile, disegnata dal nostro Mauro Pini, in 56.14. Sotto una fitta nevicata, il norvegese, partito con il pettorale 1, sfrutta al massimo le condizioni iniziali e costruisce il tempo nel terzo e quarto settore, dove firma i migliori parziali.
Alle sue spalle Loïc Meillard è secondo a 59 centesimi. Fabio Gstrein terzo a 94, Timon Haugan quarto a 96. Tutti in notevole difficoltà. I primi quattro restano dentro il secondo. Armand Marchant è quinto a 1.20, Henrik Kristoffersen sesto a 1.59. Oltre il secondo di distacco la rincorsa alla medaglia diventa complessa.
La prima prova elimina subito diversi protagonisti. Lucas Braathen realizza il miglior primo e secondo intermedio, poi cade nel tratto centrale mentre era in vantaggio sul tempo di McGrath. Paco Rassat inforca nella parte alta. Manuel Feller esce. Albert Popov fuori. Alex Vinatzer sbaglia alla terza porta, prosegue, poi inforca. Otto ritiri nei primi ventitré partenti.
Clément Noël chiude con 1.96 di ritardo, fuori dalla zona podio provvisoria. inanellando un errore dietro l’altro. Marco Schwarz registra lo stesso distacco. Linus Strasser paga oltre due secondi nel piano finale. La classifica si compatta davanti e si allunga rapidamente oltre l’1.50.
Gli italiani escono di scena nella prima prova con Vinatzer fuori dopo l’errore iniziale. Tommaso Sala non conclude. La seconda manche vedrà l’Italia senza uomini nelle prime posizioni. Inforca anche Tobias Kastlunger, ma ci rimane un pizzico di sorriso per la performance di Tommaso Saccardi che col 37 ottiene la decima piazza. Una specie di miracolo, da applausi!
Il tracciato propone combinazioni ravvicinate nella parte alta, con una tripla diagonale che obbliga a entrare con direzione piena. Chi arriva diretto perde linea e velocità nel piano. McGrath interpreta subito il passaggio chiave e mantiene ritmo costante fino al traguardo. Meillard resta vicino nei primi due settori, poi concede tre decimi nel tratto centrale e altri venticinque nel finale.
La nevicata aumenta nel corso della manche e la visibilità diventa più piatta dal pettorale 10 in avanti. Il fondo tiene nella sezione ripida, mentre nel piano finale chi arriva senza velocità perde margine.
Sarà anche un caso, ma la scena sembra proprio quella già vista nel gigante. Vedremo.
Dopo la prima manche la corsa all’oro resta aperta per quattro uomini. Gli altri dovranno attaccare nella seconda prova, con oltre un secondo da recuperare su McGrath.






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