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Slalom Levi, la spunta Petra Vlhova, prima gioia per Mauro Pini

Slalom Levi, la spunta Petra Vlhova, prima gioia per Mauro Pini.
Non sappiamo se sia più felice Petra Vlhova o il suo nuovo allenatore ticinese Mauro Pini. Un bel match. La slovacca ha fatto registrare il miglior tempo anche nella seconda manche, ben 2 decimi a Miki che pur sciando bene non ha incantato come ha fatto tante altre volte. 31 i centesimi di vantaggio nel computo delle due prove. Non sono per niente pochi! Per Petra si tratta della quarta renna, proprio come quelle che ha Shiffrin. Che non ha sciato con quel qualcosa in più dimostrato a Sölden.

Al terzo posto la tedesca Lena Dürr che sul podio di coppa c’è salita diverse volte ma sempre nella formula del parallelo (Mosca) e a squadre. Questo invece è tutto suo!

Lena (+0,84) ha dato un’ulteriore conferma dei progressi tecnici compiuti. Spesso bene nella prima manche, meno nella seconda, questa volta ha compiuto qualcosa di pregevole in entrambe le discese. E siccome scia tecnicamente molto bene, con la testa che inizia a girare a meraviglia, riesce a salire sul podio assieme alle due dee dello slalom, forte del migliore tempo di manche. È infatti riuscita a passare davanti a ben tre atlete: Andreja Slokar (quarta), Anna Swenn Larsson (quinta) e Katharina Liensberger (sesta).

La slovena ha sciato bene, ma non come nella sua splendida prima manche. Alla fine è quarta e col morale a mille. Sorride anche la svedese che solo un anno fa era sul divano a guarire la caviglia spezzata. Un quinto posto che vale tantissimo anche se il quarto è a 1 solo centesimo!. Un po’ meno sorridente Katharina Liensberger, sesta, che ha fatto un po’ di pasticci in vari punti della manche, specie nei tratti dove non si poteva sbagliare nulla.

Non è riuscita a graffiare, invece, Michelle Gisin. Forse aveva la massima forza solo nella prima manche che aveva terminato al quarto posto. Nella seconda si è visto che la benzina a disposizione non era la stessa, ed è franata un po’ in classifica: ottava

Wendy Holdener (settima) ha sciato meglio che nella prima e sui piani che tanto ama, perché sa fare la differenza, porta a casa. Solo una settimana fa sciava in allenamento con i pali nani. Il braccio non è ancora a posto e ha bisogno che qualcuno le chiuda i ganci degli scarponi. Ma Wendy è Wedny, una guerriera vera!

Martina Peterlini, come ampiamente previsto, si è rivelata la migliore delle nostre. Unica a qualificarsi per la seconda manche, ha dimostrato a tratti di saperci fare ed essere. brava sul ripido, un po’ troppa foga sui piani. Ed è proprio nel primo e ultimo tratto che ha perduto terreno (sciata troppo “in verticale”) rispetto a molte atlete. Invece sul ripido la sua tecnica ha premiato. 21esima alla fine.

C’è poi una Classe 2003, come la nostra Sophie Mathiou che ha davvero lasciato il segno. Pettorale 60, seconda gara di Coppa del Mondo, 12esima. Si chiama Emma Aichner, tedesca, ci sa proprio fare! Brava anche la slovena Neja Dvornik, numero 58, fortunata ad appartenere a una squadra slovena che sta crescendo in maniera incredibile. Si è piazzata 14esima, 45/100 più lenta di Ana Bucik (decima) che per un bel po’ è rimasta sulla magica poltroncina leader.

LA CLASSIFICA

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.